Droni in classe: la Lituania investe nella formazione tecnologica dei giovani
La Lituania introduce i droni nelle scuole per formare i giovani a competenze digitali e scientifiche.
La Lituania sta trasformando le aule scolastiche in laboratori di innovazione, introducendo i droni come strumento didattico per avvicinare i giovani alle tecnologie del futuro. A Vilnius, scuole come il Sietuvos Progymnasium hanno integrato la programmazione e la progettazione di droni nel curriculum, con l’obiettivo di sviluppare competenze scientifiche e digitali fin da piccoli. L’esperienza non è unica: in Germania, istituti come il Limes-Gymnasium di Welzheim offrono corsi simili, dove gli studenti imparano a programmare e pilotare droni per ambienti chiusi, coordinando manovre complesse. L’obiettivo non è preparare i ragazzi alla guerra, ma a comprendere le tecnologie che potrebbero rivoluzionare il mercato del lavoro.
Programmare prima di combattere
Il vicesindaco di Vilnius, Vytautas Mitala, spiega che il pilotaggio dei droni è solo una parte del percorso: a contare sono soprattutto la programmazione, la progettazione e la comprensione dei principi fisici che regolano il loro funzionamento. L’approccio si basa su un’idea chiara: avvicinare i ragazzi alle discipline tecniche molto presto, in modo che la curiosità per la tecnologia si sviluppi fin da piccoli. La programmazione deve precedere il pilotaggio, sottolinea Mitala, sottolineando l’importanza di introdurre le basi della programmazione già dalla prima classe. Questo permette ai bambini di arrivare alla costruzione dei primi droni con una preparazione solida.
Il progetto lituano si inserisce nel contesto più ampio delle competenze STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), che sono considerate essenziali per il futuro del mercato del lavoro. L’obiettivo è formare una generazione di studenti in grado di comprendere e utilizzare le tecnologie emergenti. A Vilnius, il 70 per cento delle ore del curriculum è dedicato ai contenuti obbligatori, mentre il restante 30 per cento è lasciato agli insegnanti per sviluppare percorsi specifici, come quello dedicato ai droni. Questo spazio di libertà permette alle scuole di sperimentare nuove metodologie didattiche, come quelle basate su progetti pratici e interattivi.
Competenze STEM per il futuro
Le lezioni sui droni non sono un’esclusiva lituana. In Germania, istituti come il Limes-Gymnasium di Welzheim offrono corsi simili, dove gli studenti imparano a programmare e pilotare droni per ambienti chiusi, coordinando manovre complesse. Il ministero federale tedesco per l’Istruzione ha confermato che i droni programmabili possono essere utilizzati nelle lezioni di robotica e nelle materie STEM, purché rispettino i requisiti previsti. Inoltre, il programma federale e regionale sostiene la digitalizzazione degli istituti, anche attraverso l’acquisto di attrezzature e materiali didattici digitali. I droni possono rientrare tra gli strumenti finanziabili se il loro impiego rispetta i criteri stabiliti.
Durante una visita al Sietuvos Progymnasium, Euronews ha assistito a una lezione dedicata ai droni. L’attività inizia in aula, dove gli studenti utilizzano computer, stampanti 3D e droni per studiarne la struttura e imparare le procedure da seguire prima del decollo. Gli studenti devono verificare le condizioni dell’ambiente, controllare il dispositivo e la batteria e assicurarsi che lo spazio di volo sia libero da ostacoli. Il drone può partire soltanto dopo aver ricevuto il permesso dell’insegnante. Poi la lezione si sposta in palestra, dove gli alunni affrontano un percorso delimitato da cerchi, scatole e altri ostacoli, cercando di completarlo nel minor tempo possibile senza perdere il controllo del velivolo.
La competizione fa parte anche dei cosiddetti “giochi dei droni”, organizzati dal Sietuvos Progymnasium e aperti ad altre scuole della capitale. Nell’ultimo anno scolastico sono stati invitati a partecipare 33 istituti di Vilnius. Tra i protagonisti ci sono Matas e Kasparas, entrambi quattordicenni, che hanno conquistato il secondo posto nell’ultima edizione. Matas racconta di aver iniziato a frequentare il corso tre anni fa. Imparare a pilotare non è stato immediato: per raggiungere il livello attuale sono servito tempo ed esercizio. Ora vorrebbe cimentarsi con un drone più grande, una sfida che considera più complessa per via dei movimenti necessari a controllarlo.
