Enna soffoca nel traffico per un progetto mai realizzato

Enna soffoca nel traffico per un progetto mai realizzato, un’opera strategica cancellata nel 1994.

Enna soffoca nel traffico per un progetto mai realizzato, un’opera strategica cancellata nel 1994. L’ennesimo rinvio ha lasciato la città senza l’unica infrastruttura stradale dotata di un piano costi-benefici già definito, privando il territorio non solo di un’arteria fondamentale, ma anche di un importante polmone d’investimento e di lavoro in un periodo di forte crisi occupazionale. L’opera, che avrebbe dovuto collocare Enna al centro dello snodo viario regionale, connettendo ben cinque strade statali in un raccordo rapido con l’autostrada, fu approvata nel 1990 ma poi stralciata nel 1994. L’ex assessore ai Lavori Pubblici Mario Orlando ripercorre la storia di questa grande incompiuta.

Un progetto strategico cancellato

La tangenziale di Enna, un’opera strategica da 8,5 chilometri – dotata di cinque svincoli, sei viadotti e tre gallerie per un costo stimato dell’epoca di 88 miliardi di lire – fu misteriosamente stralciata nel 1994. L’illusione durò poco, e l’opera rimase incompleta. La variante di Enna fu misteriosamente stralciata. L’ex assessore Mario Orlando, che nel 1990 riuscì a far inserire il progetto nella programmazione triennale dell’ANAS, ha ripercorso le tappe di questa grande incompiuta. L’opera avrebbe dovuto collegare cinque strade statali in un raccordo rapido con l’autostrada, ma fu abbandonata nonostante fosse pronta per l’esecutività.

Le autorità giustificarono il taglio avvalendosi delle priorità della legge 109/1994 (Legge Merloni), orientata al completamento dei cantieri esistenti. Una scusa debole, poiché il progetto ennese possedeva già il requisito fondamentale dell’approvazione preliminare ed era pronto per l’esecutività con i dovuti adeguamenti sismici e idrologici. Le autorità giustificarono il taglio avvalendosi delle priorità della legge 109/1994. L’ennesimo rinvio lasciò la città senza l’unica infrastruttura stradale dotata di un piano costi-benefici già definito, privando il territorio non solo di un’arteria fondamentale, ma anche di un importante polmone d’investimento e di lavoro in un periodo di forte crisi occupazionale.

Un’emergenza di pubblica incolumità

La variante non è più soltanto una risposta al traffico, ma un’emergenza di pubblica incolumità e di tutela ambientale, come previsto dall’art. 36 del Codice della Strada. L’ex assessore Mario Orlando sottolinea come la questione torni al punto di partenza: tra rotonde e proposte di bretelle, Enna Bassa aspetta ancora la sua tangenziale. La comunità ha perso un’occasione unica per un’infrastruttura strategica. La forte espansione residenziale verso S. Lucia, Mugavero e la Pergusina ha portato a creare quartieri per circa 10.000 abitanti senza adeguare la rete viaria. Oggi la situazione è critica: il traffico di attraversamento si somma a quello dei pendolari che si recano negli uffici pubblici del centro, agli studenti universitari e scolastici e ai flussi diretti verso Pergusa.

Inoltre, la SS 117 bis funge regolarmente da bypass in caso di chiusura della A19. L’opera, che avrebbe potuto dare un impulso all’economia locale, fu abbandonata nonostante fosse pronto per l’esecutività. La comunità ha perso un’occasione unica per un’infrastruttura strategica. La variante non è più soltanto una risposta al traffico. La questione torna al punto di partenza: tra rotonde e proposte di bretelle, Enna Bassa aspetta ancora la sua tangenziale.