Sicurezza sul lavoro, UIL chiede interventi: a Lecco malattie professionali in aumento del 45,9%

Aumento del 45,9% delle malattie professionali a Lecco, UIL chiede misure concrete per la sicurezza sul lavoro.

Nei primi otto mesi del 2026, a Lecco si registrano un aumento del 45,9% delle denunce di malattie professionali, un dato che ha sollevato l’attenzione del sindacato UIL Lombardia. La UIL ha espresso preoccupazione per l’incremento, che si aggiunge a un aumento del 4% delle denunce di infortunio nel territorio. L’obiettivo del sindacato resta “Zero Morti sul Lavoro”, un traguardo che richiede interventi concreti e misure di prevenzione efficaci. I dati, forniti dall’INAIL, segnalano un quadro preoccupante, con un incremento anche delle denunce d’infortunio con esito mortale, passate da 68 a 76.

Un aumento preoccupante delle malattie professionali

Le denunce di malattia professionale sono salite a 3.556, con un incremento del 8,2% rispetto all’anno precedente. A Lecco, il dato è particolarmente significativo, con un aumento del 45,9% rispetto al periodo precedente. La UIL ha sottolineato che si tratta di un segnale di allarme, che richiede una risposta immediata e concreta. L’aumento si osserva anche in altre province lombarde, come Mantova, dove le denunce sono passate da 161 a 294, con un incremento del 82,6%. Questi numeri, pur provvisori, indicano una situazione in crescita che non può essere ignorata.

La UIL chiede un cambio di passo e responsabilità aziendali. Il sindacato ha espresso la necessità di un cambio di passo, non solo sul piano delle misure di prevenzione, ma anche sul piano delle responsabilità politiche e aziendali. Antonio Albrizio, segretario generale UIL Lombardia, ha sottolineato che la situazione rappresenta un’emergenza sociale ed economica, che non può essere affrontata con appelli di circostanza. “Quando un lavoratore esce di casa e non vi fa ritorno perché le norme di sicurezza sono state sacrificate sull’altare del profitto, non parliamo di una fatalità, ma di un crimine”, ha affermato Albrizio.

Un quadro nazionale preoccupante

La situazione non è limitata al Lecchese, ma coinvolge tutta la Lombardia. A Milano, ad esempio, si registrano 25.176 casi di infortuni (+6,6%) e 26 decessi complessivi. A Brescia, le denunce sono 10.759 (+5,9%), mentre le morti salgono da 18 a 22. Bergamo, invece, conta 8.685 infortuni (+7,4%) e 14 decessi. Gli incrementi percentuali più marcati si registrano a Pavia, con un +10,1%, e a Como, con un +9,2%. La UIL ha anche segnalato l’aumento delle denunce di infortuni in itinere, che rappresentano il 17,5% di tutte le denunce regionali. Questi dati richiamano l’attenzione sui temi della mobilità e della sicurezza degli spostamenti quotidiani.

La prevenzione deve diventare una priorità. La UIL ha chiesto un maggiore impegno per la prevenzione, non solo in ambito produttivo, ma anche nei percorsi formativi. “La sicurezza non deve essere considerata un ostacolo alla competitività delle imprese, ma parte integrante della qualità del lavoro e della solidità del sistema produttivo”, ha dichiarato Dario Esposito, coordinatore UIL Lombardia di Lecco. L’obiettivo è trasformare i dati in interventi misurabili, rafforzando la prevenzione prima che si verifichino nuovi incidenti e garantendo che la tutela della salute non resti soltanto un principio dichiarato.