Il club di scambio barche senza denaro che permette di esplorare il mondo

Un nuovo modello di condivisione per i velisti, basato su Knots e relazioni genuine.

Il club di scambio barche The SeaFolk, nato da un’intuizione di Ignacio López, permette ai proprietari di imbarcazioni di viaggiare nel mondo senza spendere denaro, ma scambiando il tempo a bordo con un sistema a punti. L’idea si basa su un principio semplice ma rivoluzionario: i soci non effettuano transazioni economiche, ma si scambiano l’accesso alle loro barche attraverso un sistema di “Knots”, punti virtuali accumulati grazie all’uso dell’imbarcazione. Questo modello si propone di ridurre i costi fissi e di offrire una navigazione più sostenibile e condivisa, senza compromettere la qualità e la sicurezza delle esperienze in mare.

Un’alternativa al charter tradizionale

Il problema che ha spinto Ignacio López a creare The SeaFolk è comune tra molti armatori: possedere una barca a vela comporta costi fissi elevati, ma l’utilizzo effettivo è limitato a poche settimane l’anno. Quando si desidera navigare in luoghi lontani, si rischia di spendere migliaia di euro per un charter, lasciando la propria imbarcazione inutilizzata nel porto di casa. L’idea di The SeaFolk nasce proprio da questa situazione, cercando di ridefinire il concetto di vacanza e condivisione per chi vive il mare con passione e responsabilità.

La condivisione non è solo un’alternativa economica, ma un modo per creare una comunità di navigatori che si sostengono a vicenda. Il modello di The SeaFolk si basa su un sistema di scambio basato su un’etica di condivisione e reciproca fiducia. I soci non si limitano a noleggiare una barca, ma si scambiano esperienze, competenze e passione per la navigazione. Questo approccio garantisce una cura e un rispetto reciproco per l’imbarcazione che difficilmente si riscontrano nel noleggio commerciale standard.

La burocrazia e le patenti nautiche

Il progetto ha anche affrontato un problema comune tra i velisti: la complessità delle normative e dei riconoscimenti delle patenti nautiche. The SeaFolk ha sviluppato uno strumento interno per verificare la validità dei titoli di comando, incrociando 123 titoli nautici con le normative di 42 diverse bandiere. L’obiettivo è aiutare i soci a evitare brutte sorprese o problemi legali durante le navigazioni internazionali. Per la patente italiana entro le 12 miglia, ad esempio, il riconoscimento ufficiale arriva in 9 bandiere su 42, tra cui Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca e Irlanda.

Il club ha chiarito alcuni equivoci comuni, come l’idea che conti la nazionalità del navigatore, invece che la bandiera della barca. Questo elemento è cruciale per garantire la legalità e la sicurezza delle esperienze in mare. The SeaFolk esegue le verifiche burocratiche a monte, prima che i soci entrino in contatto, e per le prime fasi del progetto, gli scambi avvengono con l’armatore a bordo o con l’aiuto di uno skipper professionista.

Il progetto continua a evolversi, con nuove funzionalità come la comproprietà, che permette ai soci di condividere e gestire insieme il monte di Knots. L’obiettivo è creare una rete di servizi collaterali, come pulizie, cambusa e skipper locali, pensati per offrire la stessa comodità del charter, ma con lo spirito del club. The SeaFolk porta con sé un messaggio di sostenibilità ambientale: “crediamo che la mossa più semplice sia usare meglio le barche che esistono già, invece di metterne in acqua di nuove per il charter”. L’etica del club è basata sulla condivisione, sulla riduzione dell’impronta ecologica e sulla restituzione al mare del suo valore più autentico.