Comune e Arcidiocesi di Modena rinnovano accordo per contrasto alla povertà con 80mila euro all’anno

Modena rinnova accordo per contrasto alla povertà con 80mila euro all’anno, collaborazione tra Comune e Arcidiocesi per supporto Caritas.

Il Comune di Modena e l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola hanno rinnovato la convenzione per il contrasto alla povertà e l’inclusione sociale per il biennio 2026-2028. L’accordo, che prevede un contributo annuale di 80mila euro, si propone di sostenere il Centro Papa Francesco e i presidi educativi del territorio. L’iniziativa, presentata durante una conferenza stampa presso l’arcivescovado, rappresenta un ulteriore passo nella collaborazione tra ente pubblico e religioso per affrontare le sfide sociali locali.

Un approccio condiviso per intercettare e supportare le fragilità

La vicesindaca di Modena, Francesca Maletti, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra la parte pubblica e la parte privata per intercettare e aiutare le persone in difficoltà. “Dare una sportina o un contributo deve essere anche un mezzo per capire i bisogni della persona, bisogni di tipo relazionale, comunicativo e legati alla comunità”, ha spiegato, aggiungendo che l’obiettivo è offrire opportunità per valorizzare le capacità delle persone e aiutarle a emergere dalla situazione di difficoltà.

Secondo i dati forniti, a Modena la solitudine rappresenta un problema significativo, con 25.378 persone ultra 74enni, di cui quasi il 40% donne che vivono da sole. La collaborazione tra Comune e Arcidiocesi mira a creare contesti di accoglienza, non solo per gli anziani, ma anche per i giovani e le famiglie. Il Centro Papa Francesco, che può ospitare oltre 35 persone in residenzialità e fino a 120 nei laboratori del Centro diurno, è uno dei presidi chiave del progetto. All’interno è attiva una scuola di italiano ispirata al metodo “Penny Wirton”, che accoglie oltre 200 persone all’anno.

Un lavoro comunitario per costruire percorsi di inclusione

La direttrice del Servizio Caritas, suor Maria Bottura, ha sottolineato l’importanza dell’approccio operativo condiviso. “Questa convenzione riconosce prima di tutto un metodo di lavoro. Non vogliamo limitarci a erogare prestazioni o a intervenire quando emerge un bisogno, ma costruire insieme alle persone percorsi nei quali possano essere valorizzate anche le loro risorse, le relazioni e le possibilità presenti nella comunità”, ha spiegato. L’obiettivo è creare percorsi di responsabilità e reciprocità, condividendo la lettura delle situazioni e mettendo insieme competenze diverse.

Don Alberto Zironi, in rappresentanza del vicariato di Modena-Nonantola, ha ricordato l’impegno delle comunità parrocchiali. “Le comunità parrocchiali sono luoghi di prossimità nei quali le fragilità possono essere conosciute dentro la vita quotidiana e nei quali, accanto agli aiuti concreti, possono nascere relazioni, accompagnamento e occasioni di partecipazione”, ha detto. Per le parrocchie, la sfida è quella di “lavorare sempre più in rete”, affinché l’attenzione alle persone più fragili non sia affidata soltanto agli specialisti o alla buona volontà dei singoli, ma diventi una responsabilità realmente comunitaria. La collaborazione si inserisce in un percorso consolidato dal 2018, attraverso un approccio progettuale integrato e interventi formativi congiunti tra gli operatori del Servizio sociale e della Servizio Caritas. Dal 2021 l’amministrazione ha consolidato la partnership con un’attenzione particolare alle giovani generazioni e alla povertà educativa. L’arcivescovo di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, ha sottolineato l’importanza del lavoro sul territorio per intercettare i bisogni, ricordando che la solitudine è una causa profonda del disagio sociale.