Big Tech in difficoltà, Goldman Sachs punta su 23 azioni difensive: ecco quali

Goldman Sachs suggerisce 23 azioni difensive in un mercato in difficoltà per le Big Tech. Investimenti in IA e crescita degli utili in rallentamento.

Le Big Tech americane, trainanti per anni il mercato finanziario, sembrano oggi in affanno. Gli analisti di Goldman Sachs, guidati da Ben Snider, hanno rivolto l’attenzione a un diverso settore: le azioni difensive, con un focus su aziende del settore sanitario e beni di consumo di prima necessità. Tra queste, figurano società come Tyson Foods e CVS Health, scelte per caratteristiche qualitative che includono una volatilità contenuta e un rendimento del free cash flow elevato. L’indicazione segue un contesto di decelerazione della crescita degli utili e un aumento delle preoccupazioni sui costi e sulla disponibilità di finanziamenti per le aziende tecnologiche.

Un mercato in transizione

La fiducia nei confronti delle azioni tecnologiche si sta incrinando, spingendo gli investitori a cercare alternative più stabili. Goldman Sachs ha messo in evidenza il trend di un paniere di titoli di società di beni di consumo, in particolare quelle rivolte a fasce di reddito più basse, che hanno registrato un guadagno del 7% dagli inizi di ottobre. La prospettiva di una ripresa del reddito reale nel 2027, grazie al rallentamento dell’inflazione e agli adeguamenti del costo della vita, ha spinto gli strategist a privilegiare i settori con un potenziale di crescita più equilibrato.

La selezione di Goldman Sachs si basa su criteri di qualità, tra cui una volatilità relativamente contenuta e un rendimento del free cash flow elevato rispetto ai concorrenti.

Le 23 azioni selezionate

Il team di Goldman Sachs ha individuato 23 società dell’indice Russell 1000, appartenenti ai settori sanitario e beni di consumo di prima necessità, che potrebbero sovraperformare in un contesto di riduzione dell’esposizione ai titoli orientati alla crescita. Tra queste, si trovano aziende come Tyson Foods, Royalty Pharma, CVS Health e J.M. Smucker. Queste aziende sono considerate “quality stocks”, con un profilo di rischio inferiore rispetto a quelle di settori più volatili.

La lista include anche società come Kroger, Cardinal Health e HCA Healthcare, che operano in settori con una domanda stabile e una capacità di generare reddito costante. L’attenzione su queste aziende è particolarmente rilevante in un momento in cui le trimestrali delle Big Tech, attese nei prossimi giorni, potrebbero confermare o smentire la tendenza di decelerazione della crescita degli utili. Gli analisti hanno osservato che gli investimenti in conto capitale nell’intelligenza artificiale stanno incidendo sulla crescita dell’utile per azione (Eps), ma questa incidenza dovrebbe smorzarsi nel 2027.

La crescita degli utili delle società quotate sullo S&P 500 si prevede in rallentamento, con un aumento medio dell’Eps del 36% nel 2026 e del 11% nel 2027.

Nonostante la previsione di un aumento dell’Eps, il ritmo di crescita si prevede in rallentamento. Questo scenario si colloca in un contesto di crescente preoccupazione per i costi e la disponibilità di finanziamenti per le aziende hi-tech, che hanno visto un calo significativo delle azioni IA. La trimestrale di SpaceX, che ha registrato un aumento dei ricavi della divisione dedicata all’IA di ben nove volte su base annua, rappresenta un segnale positivo per il settore, ma non basta a rassicurare gli investitori.