Carburanti alle stelle e servizi tagliati: la CGIL denuncia l’ impoverimento delle aree interne
La CGIL lancia l’allarme su caro carburanti e desertificazione dei servizi nelle aree interne della provincia dell’Aquila.
La CGIL della provincia dell’Aquila ha lanciato un allarme su una situazione di grave criticità che colpisce le aree interne del territorio. Il caro carburanti, l’aumento del costo della vita e la progressiva desertificazione dei servizi essenziali stanno aggravando le condizioni di vita delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati e degli studenti. La situazione, in particolare, colpisce in modo significativo le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani e le persone in condizioni di povertà. La CGIL denuncia un sistema economico che privilegia il profitto e non risponde ai bisogni delle persone, aggravando le disuguaglianze e accelerando lo spopolamento delle aree interne.
Costi elevati e servizi inaccessibili
La crisi dei carburanti ha reso insostenibile il costo della mobilità per migliaia di famiglie. Secondo i dati dell’Istat, la spesa media per i trasporti nella provincia dell’Aquila è tra le più alte d’Italia, con un costo medio di 183 euro al mese per famiglia solo per il carburante. La quota di famiglie considerate “fuel-vulnerable” – cioè a rischio di povertà energetica legata ai trasporti – è del 2,8%, ma la variabilità territoriale è ampia, con alcune aree che registrano un rischio tra il 5% e il 10%. Questo fenomeno si intensifica con l’arrivo dell’inverno, quando i costi energetici aumentano ulteriormente.
La mancanza di servizi di prossimità e la scarsità di trasporti pubblici rendono sempre più difficile l’accesso a cure e servizi essenziali.
La mancanza di sportelli bancari e uffici di prossimità è altrettanto preoccupante: il 74,1% dei comuni provinciali non dispone di servizi bancari, con solo 28 comuni su 108 che mantengono almeno un sportello attivo. Questo fenomeno, insieme alle liste d’attesa nella sanità, crea un quadro di isolamento e difficoltà per i cittadini, soprattutto per le fasce più vulnerabili.
Sanità e servizi inaccessibili
La CGIL sottolinea che la conformazione geografica del territorio, unita a un trasporto pubblico storicamente carente, ha reso l’auto privata un bene di prima necessità, impossibile da rinunciare. Per effettuare un ecocolordoppler venoso degli arti inferiori, bisogna recarsi fino all’ospedale di Avezzano, mentre per esami come l’ecografia bilaterale della mammella o l’ecografia del collo per linfonodi, è necessario spostarsi verso la Marsica. La CGIL denuncia che la progressiva desertificazione dei servizi essenziali sta trasformando la vita nelle aree interne in una condanna economica.
La carenza di servizi di prossimità e la scarsità di trasporti pubblici rendono sempre più difficile l’accesso a cure e servizi essenziali.
La CGIL chiede un piano straordinario di potenziamento della mobilità pubblica, l’abbattimento delle liste d’attesa e misure economiche strutturali a sostegno dei territori più isolati. L’obiettivo è rendere i servizi di prossimità accessibili e garantire il diritto alla salute, all’istruzione e al lavoro per tutti. La sindacata sostiene che lo spopolamento delle aree interne deve essere contrastato riassegnando allo Stato il ruolo di garante per l’esigibilità dei diritti fondamentali. La CGIL della provincia dell’Aquila chiede un intervento immediato per evitare che le aree interne si trasformino in territori abbandonati. L’obiettivo è ripensare il sistema dei servizi, rendendoli di prossimità e garantendo la permanenza delle persone nel territorio. La richiesta include un piano straordinario di investimenti a carico del Governo regionale e nazionale, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita per tutti i cittadini.
