Christine Lagarde: «Non è nei miei piani candidarmi alle presidenziali»
Lagarde esclude candidatura presidenziale, difende principi e valori sotto attacco.
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha chiarito che non è nei suoi piani candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027. Lo ha detto in un’intervista al quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, sottolineando che i sette anni alla guida dell’Eurotower non sono stati una passeggiata, ma una serie di sfide intense e collaborative. La presidente ha anche spiegato che la sua decisione di dimettersi anticipatamente, circa nove mesi prima della scadenza del mandato, è motivata da un forte impegno a difendere principi e valori considerati fondamentali per la società.
Valori e principi sotto attacco
Secondo Lagarde, in un momento in cui a livello globale si osserva un insieme di principi e valori sotto attacco, è importante che la sua voce sia ascoltata. Tra questi valori, la presidente ha menzionato lo stato di diritto, la cooperazione internazionale, il commercio come motore di crescita e il rispetto per tutte le culture e le persone. «Sono ideali che hanno fatto parte della mia formazione e che mi hanno accompagnato per tutta la vita», ha spiegato, aggiungendo che «ora vedo che sono minacciati».
La difesa della verità e dei dati
La presidente ha espresso preoccupazione per alcune posizioni di candidati alle elezioni francesi, tra cui l’idea di «bruciare il debito sovrano». «Non posso rimanere in silenzio», ha detto Lagarde, sottolineando l’importanza di basare le opinioni sui fatti, sui dati e sulla verità, non su propaganda inventata. «Voglio poter esprimere la mia opinione, non ascoltare passivamente una propaganda basata su invenzioni», ha aggiunto, rafforzando il suo impegno a difendere la verità. La presidente ha anche parlato dell’inflazione, che a ottobre si è attestata al 4%, un livello superiore alle aspettative iniziali ma in linea con le previsioni del mercato. «È un dato che appare molto elevato», ha osservato Lagarde, sottolineando che «più sono elevati i prezzi e più a lungo rimangono tali, maggiore è il rischio per il raggiungimento del nostro obiettivo di medio termine». Questo commento ha messo in luce l’importanza della sua esperienza e della sua capacità di analisi in un contesto economico complesso.
Nonostante la sua decisione di non candidarsi, Lagarde ha espresso la sua volontà di partecipare al dibattito pubblico, sottolineando che la sua voce è ascoltata e che non intende rimanere a guardare da lontano. «So di essere rispettata in molti ambienti, non in tutti, alcune persone non mi sopportano affatto, e va bene così», ha detto, rafforzando il suo impegno a difendere i principi e i valori che ha sempre sostenuto.
La presidente ha anche ricordato che i sette anni alla guida dell’Eurotower sono stati un periodo intenso, con sfide continue e collaborazioni strette con i suoi colleghi. «Siamo una squadra che si è formata nel corso degli anni, che ha perso e acquisito membri: queste sono le regole del gioco», ha spiegato, sottolineando che «l’istituzione rimane immutabile, ma i governatori vanno e vengono, i presidenti vanno e vengono». Questo ha messo in luce la sua visione di un’istituzione stabile ma dinamica, in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto.
