Alleanza universitaria nel Mediterraneo: l’UE punta su formazione e dialogo interreligioso
La commissaria europea Dubravka Šuica annuncia un’alleanza tra università del Mediterraneo per promuovere la formazione e il dialogo interreligioso.
La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha annunciato l’avvio di un’alleanza tra università del Mediterraneo, un’iniziativa volta a promuovere la formazione e il dialogo interreligioso in un contesto di tensioni e sfide regionali. L’annuncio, fatto durante un colloquio con il Sir a Strasburgo, si colloca all’interno di un quadro complesso in cui la pace e lo sviluppo sono temi prioritari per l’Unione europea. L’obiettivo è creare un network di istituti accademici per lo studio della storia, delle radici culturali e la formazione professionale, con un focus particolare sul digitale e sull’innovazione.
Dialogo interreligioso e sicurezza regionale
Šuica ha sottolineato come il dialogo interreligioso sia un elemento chiave per il lavoro diplomatico e per il conseguimento della pace. In un contesto altamente variegato, in cui ogni Paese ha la sua diversità, il confronto tra religioni è visto come strumento per la coesistenza e la stabilità. La commissaria ha spiegato che il suo dipartimento ha contatti con quasi tutte le principali religioni, dall’ebraismo all’Islam, ma ha anche segnalato una situazione critica per le comunità cristiane, “sotto attacco praticamente ovunque”. Questo quadro di tensioni si estende a Paesi del Nord Africa e del Golfo, che vengono considerati “molto importanti” per la stabilità della regione.
La commissaria ha anche sottolineato che il dialogo interreligioso è un fattore cruciale per il lavoro diplomatico e per il conseguimento della pace. “Abbiamo contatti con quasi tutte le principali religioni, dall’ebraismo all’Islam”, ha dichiarato Šuica, sottolineando una situazione critica per le comunità cristiane “sotto attacco praticamente ovunque”. Questo elemento è visto come strumento per la coesistenza e la stabilità in un contesto altamente variegato.
La formazione e il lavoro rappresentano un mix di elementi fondamentale per permettere di conseguire quel “diritto a restare”.
Formazione e lavoro per i giovani
L’iniziativa universitaria si inserisce in un piano più ampio per accompagnare lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro, soprattutto per i giovani. La commissaria ha spiegato che l’energia rinnovabile, in particolare solare e eolica, potrebbe rappresentare un’opportunità per i Paesi del Mediterraneo, ma solo se accompagnata da infrastrutture di interconnessione con l’Europa. “L’energia da sola non basta senza infrastrutture”, ha sottolineato Šuica, rilevando che la formazione professionale e l’accesso al mercato del lavoro sono elementi chiave per il futuro di queste regioni.
La formazione digitale, in particolare, è vista come un settore strategico per il futuro. L’alleanza universitaria mira a offrire corsi e programmi di studio che preparino i giovani al mondo del lavoro moderno. L’Italia, con Napoli tra i centri accademici coinvolti, si appresta a ricoprire un ruolo centrale nell’iniziativa, insieme a Marsiglia, Barcellona, Atene, Fes, Alessandria d’Egitto e Beirut. L’obiettivo è creare un mix di elementi che permetta di conseguire il “diritto a restare”, un concetto che ha trovato spazio anche nel rapporto di Enrico Letta sul mercato unico.
La Commissione europea ha approntato una serie di strategie per attrarre investimenti di imprese europee.
La situazione a Ceuta e il ruolo del Marocco
Un altro tema affrontato da Šuica riguarda la gestione delle migrazioni e la situazione a Ceuta. La crisi dell’exclave spagnola ha congelato l’accordo di partenariato tra Bruxelles e Rabat, a causa della mancanza di garanzie scritte da parte delle autorità marocchine. La commissaria ha spiegato che “vogliamo verificare che siano realmente impegnati e che vogliano aiutarci a risolvere questa questione”, soprattutto per quanto riguarda i circa mille minori ancora presenti a Ceuta. “Le autorità spagnole hanno bisogno di garanzie scritte”, ha concluso Šuica, sottolineando l’importanza di rispettare il diritto internazionale. Šuica ha anche sottolineato che è in contatto costante con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, fin dal primo giorno e non c’è nessuna prova che abbiano fatto un uso improprio della situazione o che l’abbiano strumentalizzata. La crisi a Ceuta rappresenta un tema cruciale per la gestione delle migrazioni e per la stabilità della regione.
