Antonio Logli condannato in appello per omicidio, ma non è stato arrestato

Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, condannato in appello per omicidio, ma non è stato incarcerato.

Antonio Logli condannato in appello per omicidio, ma non è stato arrestato
Antonio Logli condannato in appello per omicidio, ma non è stato arrestato

Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, è stato condannato anche in appello per l’omicidio della moglie, ma non è stato arrestato. La sentenza, emessa dalla corte d’assise e di appello di Firenze, conferma la condanna a 20 anni di reclusione per il reato di omicidio e occultamento di cadavere. La donna è scomparsa nel 2012 a San Giuliano Terme, provincia di Pisa, e la sua scomparsa ha scatenato un’indagine lunga e complessa. Nonostante la condanna, Logli non è stato incarcerato e continuerà a vivere in casa, sotto l’obbligo di dimora nel comune di San Giuliano Terme dalle 21 alle 6.

La sentenza confermata in appello

La corte d’assise e di appello di Firenze ha confermato la sentenza di primo grado, emessa il 21 dicembre 2016, che aveva condannato Logli a 20 anni di reclusione con rito abbreviato. La Procura generale aveva chiesto il carcere, ma la corte ha deciso di non adottare questa misura. L’uomo, pur con restrizioni, ha potuto continuare a lavorare e a vivere in casa. La sentenza ha confermato i reati di omicidio e occultamento di cadavere, ma non ha portato all’arresto.

La Procura aveva chiesto il carcere, ma la corte non l’ha adottato. La decisione di non procedere all’incarcerazione ha lasciato Logli in libertà, con l’obbligo di dimora nel comune di San Giuliano Terme. La sentenza conferma la gravità del reato, ma non ha portato all’incarcerazione immediata.

Le accuse e le testimonianze

Secondo le accuse, la litigata tra Logli e la moglie Roberta Ragusa, scatenata da una telefonata alla sua amante, avrebbe portato al delitto. L’amante, che era anche la baby sitter dei loro figli, aveva lavorato presso l’autoscuola vicino alla casa dei coniugi. La testimonianza di Loris Gozi, che ha visto i due coniugi in macchina mentre litigavano, è stata fondamentale per il processo.

Logli si è sempre dichiarato innocente, affermando che la moglie si fosse allontanata di sua volontà. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, ha descritto Logli come un bugiardo che ha reiterato il suo atteggiamento menzognero, dando versioni discordanti rispetto alle indagini.

Il figlio Daniele ha recentemente accompagnato il padre in tribunale, dichiarando la sua innocenza. L’intervento del figlio ha dato ulteriore sostegno al padre, ma non ha modificato la sentenza. La corte d’appello ha confermato il responso del primo grado, senza modificare le condizioni di libertà del condannato.

Logli dovrà attendere la cassazione per conoscere il verdetto finale. Secondo quanto riportato da Repubblica.it, avrebbe anche ottenuto un posto da impiegato nella polizia locale. La sentenza conferma la gravità del reato, ma non ha portato all’incarcerazione immediata.