Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato all’omicidio di Melania Rea torna in libertà

Salvatore Parolisi, condannato all’omicidio di Melania Rea, torna in libertà dopo 12 anni in carcere.

Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato all’omicidio di Melania Rea torna in libertà
Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato all’omicidio di Melania Rea torna in libertà

Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato all’omicidio di sua moglie Melania Rea, è tornato in libertà dopo aver scontato 12 anni della pena. L’uomo, radiato dall’Esercito, ha ottenuto un permesso giornaliero per lasciare la struttura carceraria dove era recluso. La sua storia, segnata da tradimento, delitto e condanna, ha suscitato un dibattito pubblico che non si è mai spento. La moglie, Melania Rea, fu uccisa nel 2011 con 35 coltellate, mentre la loro bambina Vittoria, all’epoca di 18 mesi, era presente al momento del dramma.

La tragedia di Melania Rea

La tragedia di Melania Rea, 29 anni, si è verificata il 18 aprile 2011, durante una gita fuori porta con la loro bambina. Il corpo senza vita della donna fu ritrovato nel bosco delle casermette a Ripe di Civitella. L’uomo che aveva giurato amore eterno a Melania, Parolisi, l’ha uccisa con 35 coltellate, lasciandola a terra agonizzante. L’arma usata non è mai stata ritrovata, né è stato identificato l’uomo che, 48 ore dopo la scomparsa, ha chiamato il 113 da una cabina telefonica di piazzale San Francesco, permettendo il ritrovamento del corpo.

La sua storia è segnata da dolore e giustizia, ma non da colpe.

Il processo e la condanna

Parolisi fu arrestato il 19 luglio 2011 e processato con rito abbreviato. Fu condannato all’ergastolo in primo grado, ma la pena fu ridotta a 30 anni dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila. La Cassazione escluse l’aggravante della crudeltà e affidò la rivalutazione della pena ai giudici d’appello di Perugia. Nel 2016, la condanna fu confermata definitivamente a 20 anni di carcere. L’ex caporal maggiore ha sempre sostenuto la sua innocenza, affermando di aver agito in un dolo d’impeto, senza preordinazione.

La moglie, Melania, aveva una relazione extraconiugale con Ludovica, una soldatessa che frequentava il 235esimo Rav Piceno, dove Parolisi era istruttore. La Cassazione ha stabilito che l’uomo non aveva deliberatamente scelto di liberarsi di un ostacolo. Nonostante le dichiarazioni di innocenza, Parolisi ha scontato 12 anni della pena e ora può usufruire dei permessi giornalieri.

La sua libertà non cancella il passato, ma ne segna l’impronta.

Vittoria, la figlia di Melania, oggi ha 13 anni e vive con i nonni a Somma Vesuviana, il comune natale della madre. Nel 2020, ha ottenuto il via libera per cambiare cognome e diventare Vittoria Rea, in modo da portare con sé un pezzetto della madre. Il cognome Parolisi, diventato troppo ingombrante, è stato rimosso. La bambina, che all’epoca aveva 18 mesi, era presente al momento del dramma e oggi vive con i nonni. In casa Rea, quasi due anni fa, è nato un altro figlio, il figlio tanto atteso dello zio Michele.

Salvatore Parolisi, dopo anni in carcere, torna in libertà con il peso del suo nome e dei pregiudizi che lo accompagnano. La sua storia, segnata da dolore e giustizia, rimane un caso che ha scosso l’opinione pubblica e continua a suscitare dibattiti. La sua libertà, però, non cancella il passato, ma ne segna l’impronta.