Appalti pubblici, Anac segnala un aumento esponenziale degli affidamenti diretti al limite della soglia

Anac segnala un aumento esponenziale degli affidamenti diretti al limite della soglia, con contratti per 1,5 miliardi nel 2024

Pubbliche amministrazioni affidano contratti diretti al limite della soglia, con un aumento di 1,5 miliardi nel 2024
Pubbliche amministrazioni affidano contratti diretti al limite della soglia, con un aumento di 1,5 miliardi nel 2024

Un fenomeno in crescita: gli affidamenti diretti al limite della soglia

Nel 2024, il 31% degli appalti di beni e servizi affidati in via diretta dalle pubbliche amministrazioni ha riguardato commesse con un valore compreso tra i 135mila e i 140mila euro, cioè appena sotto la soglia massima entro cui è possibile evitare la gara. Questo fenomeno, denunciato da anni da Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ha visto un incremento esponenziale, con un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro. La crescita è stata così rapida da superare di oltre sei volte il valore registrato nel 2021, quando la soglia per l’affidamento diretto era di 75mila euro. L’Anac ha reso noto che, dal 2020 al 2026, si contano 141 procedimenti penali per “fattispecie corruttive o condotte anomale in riferimento a contratti pubblici”, quasi due al mese.

Un sistema in cui la corruzione si nasconde

Busia ha avvertito che dietro questa prassi si annidano sprechi, opportunismi e talvolta infiltrazioni criminali. L’assenza di gara, inoltre, rende inapplicabili i reati di turbativa, rendendo eventuali irregolarità penalmente irrilevanti a meno di non dimostrare una corruzione. L’unica fattispecie applicabile agli affidamenti diretti, l’abuso d’ufficio, è stata abrogata dal governo ormai due anni fa. La riforma del Codice degli appalti, voluta dal governo Meloni, ha raddoppiato il valore-soglia dell’obbligo di gara, contribuendo a questo incremento. L’analisi 2020-2026 su “Corruzione e appalti” elaborata dall’Anac rivela che la turbativa d’asta e la turbata libertà di scelta del contraente sono i reati più frequenti in tema di appalti pubblici, contestati nel 28% dei casi.

Un quadro di rischio e di trasparenza ridotta

L’Autorità ha segnalato che gli affidamenti diretti rappresentano ormai “quasi il 95% delle acquisizioni totali”, con un significativo addensamento a ridosso della soglia. Questo incremento ha reso più complessa la trasparenza e la tutela dei diritti dei cittadini. La mancanza di gara rende difficile il controllo e la verifica delle pratiche, aumentando il rischio di abusi. L’Anac ha anche sottolineato che, nonostante l’incremento, la corruzione rimane rara, con il 22% dei casi contestati.

Un monitoraggio continuo e una richiesta di intervento

L’Autorità nazionale anticorruzione ha chiesto un monitoraggio continuo e un intervento per ridurre i rischi legati agli affidamenti diretti. L’incremento di 1,5 miliardi di euro nel 2024 rispetto al 2021 rappresenta un dato preoccupante, che richiede una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. La situazione evidenzia la necessità di un sistema più trasparente e di controlli più efficaci per evitare abusi e sprechi. L’Anac continuerà a monitorare la situazione e a segnalare eventuali irregolarità, anche se la mancanza di gara rende complessa l’applicazione delle norme penali. —