Conte risponde a Meloni: “A quale terrorismo ti riferisci? Neghi le sentenze sulla matrice neofascista?”

Conte interroga Meloni sulla strage di Bologna: nega le sentenze sulla matrice neofascista?

Leader M5s e premier si confrontano sulla verità storica della strage di Bologna
Leader M5s e premier si confrontano sulla verità storica della strage di Bologna

Il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha risposto in modo diretto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul tema della strage di Bologna, sottolineando l’importanza di non confondere i diversi tipi di terrorismo e di rispettare le sentenze giudiziarie che hanno confermato la matrice neofascista dell’attentato. La discussione nasce dopo un post di Meloni sui social, in cui ha definito l’attentato come un “attacco più feroci” del terrorismo, senza menzionare esplicitamente la neofascismo, un termine che è stato ripetutamente confermato da condanne definitive.

Conte: “A quale terrorismo ti riferisci?”

Conte ha sottolineato che esistono diversi tipi di terrorismo, tra cui quello ispirato al fondamentalismo religioso, quello di matrice etnica, separatista e, infine, quello che ha imperversato in Italia con motivazioni ideologiche e politiche, con formazioni di estrema destra e di estrema sinistra. In questo contesto, ha ricordato che le sentenze giudiziarie hanno confermato che l’attentato di Bologna fu ispirato da motivazioni neofasciste e piduiste, con la collaborazione di pezzi deviati dello Stato.

Le sentenze giudiziarie sono state definitive e non possono essere ignorate.

Conte ha anche sottolineato che la memoria della strage di Bologna è un dovere civile e che difenderla significa respingere ogni tentativo di riscrivere la storia e di mettere in discussione i valori democratici su cui si fonda la Repubblica. L’interrogatorio di Conte ha trovato risposta anche da parte di Elly Schlein, segretaria del Pd, che ha sottolineato l’importanza di conoscere la storia del Paese e di farla conoscere, per evitare tentativi di riscrittura della storia e di legittimazione di piste già smentite da sentenze definitive.

La memoria non può essere sacrificata a un calcolo elettorale

Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha espresso preoccupazione per l’atteggiamento di Meloni, ritenendolo una scelta politica che non rispetta la verità storica. Ha sottolineato che le 85 vittime e gli oltre 200 feriti meritano una memoria fondata sulla verità, non su formule generiche che cancellano le responsabilità storiche. La presidente del Consiglio, secondo Bonelli, non può commemorare le vittime senza avere il coraggio di pronunciare la parola neofascismo, che è stata confermata da sentenze definitive.

La verità storica non può essere ignorata o ridimensionata.

La discussione ha acceso un dibattito su come affrontare il tema del neofascismo in Italia e su come gestire la memoria di eventi drammatici come la strage di Bologna. L’interrogatorio di Conte ha messo in luce la necessità di una politica che non si distacchi dalla verità e che rispetti le sentenze giudiziarie, anche se queste possono essere in contrasto con posizioni politiche o ideologiche.

  • Le sentenze giudiziarie confermano la matrice neofascista dell’attentato di Bologna.
  • Conte ha sottolineato l’importanza di non confondere i diversi tipi di terrorismo.
  • La memoria della strage di Bologna deve essere basata sulla verità e non su formule generiche.

La discussione tra Conte e Meloni ha messo in luce le tensioni tra il rispetto della verità storica e la gestione politica del passato, un tema che continua a essere cruciale per la coesione sociale e democratica del Paese.