Aumenti Tari e arretrati mettono in difficoltà le piccole attività toscane

Aumenti Tari e arretrati mettono in difficoltà le piccole attività: preoccupazioni dei commercianti toscani

Commercianti toscani preoccupati per aumento tassa rifiuti e arretrati
Commercianti toscani preoccupati per aumento tassa rifiuti e arretrati

La tassa sui rifiuti ha suscitato preoccupazioni tra le piccole attività commerciali toscane, con un aumento significativo previsto per il 2026 e l’accumulo di arretrati relativi al periodo della pandemia. L’incremento dei costi del servizio rifiuti, previsto dal Piano economico finanziario dell’Ato Toscana Centro, ha messo in difficoltà imprese che già operano in un contesto di inflazione e rincari energetici. Le utenze non domestiche, in particolare quelle di piccole dimensioni, sono chiamate a sostenere i maggiori oneri, senza interventi strutturali in grado di ridurre i costi nel lungo periodo.

La tassa sui rifiuti rappresenta una voce strutturale nei bilanci aziendali, un costo fisso che non può essere ridotto o modificato a seconda delle condizioni economiche. Confcommercio Pistoia-Prato ha sottolineato come, negli anni, questa voce abbia registrato una crescita costante, senza che le imprese possano incidere sulle scelte che la determinano. La situazione è ulteriormente aggravata dall’accumulo di arretrati, che hanno reso più complesso il pagamento delle tariffe, soprattutto per le attività che già operano con margini ridotti.

Le imprese si lamentano: la tassa è insostenibile

Il titolare del negozio di abbigliamento intimo e merceria Gloria a Pescia, Paola Arrighi, ha espresso preoccupazioni per l’aliquota applicata alle piccole attività, che in alcuni casi arriva al 70%. La situazione è senza dubbio pesante – ha affermato – In città siamo già al massimo dell’aliquota. Le piccole attività non ce la fanno: le imprese che operano on line hanno una tassazione del 12%, mentre per le nostre arriva al 70%. Il titolare del ristorante Cibus di Montecatini Terme, Moreno Degli Esposti, ha sottolineato come l’aumento della Tari abbia creato problemi ai pubblici esercizi, in un momento in cui il lavoro non è stato eccezionale. Un aumento del genere crea senza dubbio problemi ai pubblici esercizi, perché fa parte delle spese che non si possono controllare. In questi anni il lavoro non è stato eccezionale.

Il commerciante Nicolò Simoni, titolare del ristorante Poggio degli Olivi a Monsummano Terme, ha evidenziato come le cartelle Tari arrivate da Alia mostrino un incremento dei costi sproporzionato. “Facciamo un grande quantitativo di raccolta differenziata, ma non arriviamo mai al quantitativo che fa scattare lo sconto. La tariffa è ormai insostenibile a livello di costi. Come se non bastasse, sono arrivate anche le richieste per gli arretrati del 2020”, ha spiegato.

Le conseguenze sociali e economiche

Le difficoltà derivanti dall’aumento della tassa sui rifiuti non riguardano solo le aziende, ma hanno ricadute sociali. Carlo Cafferecci, del negozio di abbigliamento Maska di Uzzano, ha sottolineato come le piccole attività possano essere costrette a chiudere, con conseguenze anche sulla sicurezza delle strade. “Ci sono persone che saranno costrette a chiudere – ha detto – e molte strade resteranno al buio, con problemi legati anche alla sicurezza. È piuttosto difficile dire cose positive sulla Tari. Le spese lievitano e abbiamo già avuto modo di evidenziare le nostre difficoltà. Ci aspettavamo aiuti maggiori dal Comune”, ha concluso.