Aumento Tari del 6,11% approvato, Forza Italia si divide e Ciarapica in crisi
Aumento Tari del 6,11% approvato a Civitanova Alta, Forza Italia si divide e sindaco in crisi

Il Consiglio comunale di Civitanova Alta ha approvato l’aumento della Tari del 6,11%, un incremento che si conferma per il terzo anno consecutivo. La decisione, però, ha scatenato tensioni all’interno della maggioranza, con Forza Italia che si è divisa e il sindaco Fabrizio Ciarapica che ha espresso delusione per la mancanza di coerenza. La variante presentata dall’assessore Roberta Belletti per la zona industriale B è stata bocciata con 12 voti contrari e 10 favorevoli, grazie anche alle assenze di alcuni consiglieri. L’aumento della Tari, che porterà a un costo aggiuntivo per le famiglie, ha visto un incremento di circa 10 euro per un appartamento di 80 metri quadrati, passando da 170,40 a 180,80 euro.
Divisione interna in Forza Italia
La divisione interna nel gruppo di Forza Italia ha reso il dibattito in consiglio comunale particolarmente acceso. La consigliera Paola Fontana ha espresso un voto contrario al piano presentato dall’assessore Belletti, sostenendo che l’approccio adottato non rispetta la visione urbanistica della città. I colleghi Nicolò Renzi e Piero Croia, invece, hanno votato a favore, andando contro le indicazioni concordate con il direttivo del partito e rischiando l’espulsione. La situazione ha creato una lacerazione interna al gruppo, con voci insistenti che parlano di un possibile allontanamento di Croia e Renzi da Forza Italia.
La mancanza di coerenza ha messo in crisi la leadership del sindaco. Ciarapica, passato da Forza Italia a Futuro Nazionale, ha espresso delusione per la divisione interna e per la mancanza di un confronto serio. L’approvazione della variante e dell’aumento della Tari segna un momento di crisi per l’amministrazione, con rischi di ulteriore instabilità nei prossimi mesi.
Opposizione critica la variante
L’opposizione ha espresso preoccupazioni per l’impatto della variante sulla zona industriale B. La consigliera Silvia Squadroni (Siamo Civitanova) ha sottolineato che il piano potrebbe portare un forte incremento edificatorio, con un aumento del numero di abitanti da 93 a 740 e una superficie utile lorda superiore ai 34mila metri quadrati. Allo stesso tempo, Piero Gismondi (La nuova città) ha criticato il piano, sostenendo che riguarda solo una minoranza di proprietari. L’assessore Belletti ha risposto sottolineando che l’intervento mira a una rigenerazione urbana, senza aumentare le altezze massime consentite e nel rispetto delle normative.
La variante non ha rispettato le aspettative di una riqualificazione inclusiva. L’area a nord in via Cattolica è stata suddivisa in percentuali di uso residenziale, artigianale e commerciale, mentre la zona a sud in via Ciarrocchi non ha ricevuto alcuna indicazione. L’opposizione ha espresso preoccupazioni per l’impatto sull’ambiente e sulla comunità locale, chiedendo un confronto più serio e una visione più inclusiva per la riqualificazione dell’area.
L’aumento della Tari, che ha portato a un incremento del 6,11%, ha visto un costo aggiuntivo per le famiglie civitanovesi. Per un appartamento di 80 metri quadrati, il costo passerà da 170,40 a 180,80 euro, con un aumento di 10,40 euro. L’assessore al Bilancio Claudio Morresi ha spiegato che l’aumento è obbligatorio, in linea con la media degli altri Comuni. Il piano finanziario, che ammonta a 10 milioni e 57mila euro, deve essere interamente coperto attraverso la tassa sui rifiuti, con l’ausilio di risorse proprie del Comune.
