Australia impone regole per il canto umano nei charts
Australia impone regole per il canto umano nei charts, escludendo musica generata da AI.

Australia impone nuove regole per i propri charts, richiedendo che il canto principale provenga da un essere umano. La decisione, annunciata da ARIA, esclude le tracce generate interamente da intelligenza artificiale. La misura segue linee guida internazionali dell’IFPI, che definiscono un brano come “sostanzialmente umano” per essere considerato per i charts ufficiali. La regola non è un divieto totale, ma un test specifico che richiede che l’essere umano abbia scritto la canzone e abbia eseguito il canto principale e gli strumenti principali. La decisione è stata ispirata da una versione AI di “Like a Prayer” di Madonna, che ha trascorso 16 settimane nella top 20 australiana.
Regole chiare, ma non totali
Le nuove regole di ARIA non vietano l’uso di AI in tutti i processi di produzione, ma limitano l’applicazione a determinati aspetti. Ad esempio, è ancora possibile utilizzare AI per mastering, drum machines e auto-tune. Il focus è sulla performance umana, non sull’uso di strumenti. La regola si applica a tutti i brani che entrano nei charts, ma non retroattivamente. Il test è stato scritto in modo preciso per evitare di estendere il divieto a tutti i brani generati da AI. La versione AI di “Like a Prayer” ha raggiunto il numero due nella classifica a maggio, ma si trova al quarto posto al momento dell’annuncio.
Un dibattito tra creatività e diritti
La decisione ha suscitato reazioni contrastanti all’interno dell’industria musicale australiana. Mentre alcuni, come Alexis Weaver, vedono la misura come un passo avanti per preservare la natura umana dell’arte, altri, come Dr Dre, la considerano una minaccia per i creatori che non riescono a utilizzare l’AI in modo efficace. La questione dei diritti d’autore è centrale: ARIA ha sottolineato che i brani devono essere creati con servizi AI legali, e che la musica generata senza autorizzazione potrebbe danneggiare il sistema dei charts. Un caso recente in Germania ha visto un giudice condannare Suno per violazione del copyright, il primo caso simile in Europa.
Nonostante le regole, ARIA non ha il potere di impedire la distribuzione o la vendita di brani generati da AI. Il controllo si limita ai charts e agli ARIA Awards. La misura è vista come un’adozione di un standard internazionale, non un’innovazione unica. L’IFPI, che rappresenta l’industria globale, ha pubblicato le linee guida in luglio, e Australia le ha applicate senza modifiche. La stessa norma potrebbe essere adottata da altri paesi, come la Svezia, che ha già escluso un brano AI dai propri charts. La prossima prova concreta sarà vedere se la versione AI di Madonna rimane nella classifica o viene rimossa.
La versione AI di “Like a Prayer” ha trascorso 16 settimane nella top 20 australiana. La decisione di ARIA segue un dibattito globale sull’uso dell’AI nella musica. Mentre alcuni artisti si adattano all’uso di strumenti AI, altri si oppongono al loro impatto sull’industria. La decisione di ARIA rappresenta un tentativo di equilibrio tra innovazione e tradizione, ma il futuro di questa norma dipenderà da come si svilupperà la pratica e l’implementazione.
La regola non è un divieto totale, ma un test specifico. La versione AI di Madonna ha raggiunto il numero due nella classifica a maggio, ma si trova al quarto posto al momento dell’annuncio. La misura è vista come un’adozione di un standard internazionale, non un’innovazione unica. L’IFPI, che rappresenta l’industria globale, ha pubblicato le linee guida in luglio, e Australia le ha applicate senza modifiche. La stessa norma potrebbe essere adottata da altri paesi, come la Svezia, che ha già escluso un brano AI dai propri charts.
