Bar sotto casa in fuga: il calo di 24mila locali e 7,2 miliardi in sei anni
Calo record di bar in Italia: 24mila locali persi e 7,2 miliardi di danno in sei anni.
Il commercio di vicinato in Italia sta subendo un calo senza precedenti, con la scomparsa di oltre 24mila bar tra il 2019 e il 2025, pari a circa 11 esercizi al giorno. L’impatto economico è stimato in 7,2 miliardi di euro, con conseguenze profonde su occupazione, consumi e gettito fiscale. La riduzione più marcata si registra nel Centro Italia, dove il numero di bar è calato del 20,8%, con 7.323 locali persi. Confesercenti, l’associazione che rappresenta imprese del commercio, del turismo e dei servizi, ha sottolineato come la desertificazione commerciale stia trasformando la vita quotidiana delle comunità, riducendo la presenza di luoghi di incontro e socializzazione.
Un fenomeno che colpisce tutte le regioni
La riduzione del numero di bar interessa tutte le macro-aree del Paese, con percentuali di calo differenti. Il Nord-Est e il Nord-Ovest registrano una flessione del 16,3% e del 16,1%, rispettivamente, mentre il Sud e le Isole vedono una diminuzione più contenuta ma comunque significativa, con cali del 6,7% e del 6,5%. In nessuna regione il saldo è positivo: il numero complessivo di bar si riduce ovunque. Tra le regioni più colpite, la Lombardia perde 4.957 bar, il Lazio 4.405, il Veneto 2.806, l’Emilia-Romagna 1.916 e il Piemonte 1.915.
La città di Roma vede un calo record, con 2.827 bar persi, un decremento superiore al 30% del totale. Questo dato, sottolinea Confesercenti, non è stato mitigato dai record di turismo registrati nella città. La riduzione di bar ha conseguenze dirette sull’economia locale, con un impatto significativo sui residenti e sui visitatori. I bar, spesso considerati un simbolo della vita quotidiana, rappresentano un presidio sociale e economico essenziale, soprattutto nei quartieri periferici e nei piccoli centri.
Un cambiamento strutturale nel commercio di vicinato
La riduzione del numero di bar segnala un cambiamento profondo nella struttura del commercio di vicinato in Italia. I dati di Confesercenti, basati su dati delle Camere di commercio, indicano una riduzione del 14,2% in sei anni, con il numero di imprese attive nei servizi di bar passato da 169.839 a 145.766. Questo calo non riguarda solo i classici bar di provincia, ma anche quelli di quartiere nelle grandi città, spesso definiti come “bar sotto casa”, che scandiscono la routine di molti italiani.
La scomparsa di questi esercizi ha un impatto che non è solo sociale ma anche economico. L’associazione stima che il ritiro di bar dal territorio si traduca in un impoverimento di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, con conseguenze dirette su occupazione, consumi e gettito fiscale. Confesercenti ha dichiarato che la desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle comunità, riducendo la presenza di luoghi di incontro e socializzazione, e modificando la struttura del tessuto commerciale urbano.
