La base aerea segreta di Željava, costruita per resistere a una bomba nucleare, fu distrutta durante le guerre yugoslave

La base aerea segreta di Željava, costruita per resistere a una bomba nucleare, fu distrutta durante le guerre yugoslave

Una base aerea segreta costruita in una montagna, con tunnel e installazioni militari, distrutta durante le guerre yugoslave
Una base aerea segreta costruita in una montagna, con tunnel e installazioni militari, distrutta durante le guerre yugoslave

Una fortificazione segreta costruita per resistere a una bomba nucleare

Durante la Guerra Fredda, la Jugoslavia concepì e realizzò una delle installazioni militari più ambiziose e costose dell’Europa: una base aerea segreta costruita all’interno di una montagna, in grado di resistere a un attacco nucleare. La base, nota come Željava, fu progettata per ospitare decine di aerei e migliaia di soldati, con un sistema autonomo di alimentazione, comunicazioni e difesa. Costruita tra il 1956 e il 1968, la struttura fu concepita per sopravvivere a un attacco di una bomba di 20 kilotoni, equivalente a quella lanciata su Nagasaki nel 1945. La sua realizzazione fu un progetto segreto, guidato dal mariscal Tito, e richiese 12 anni di lavoro e una spesa stimata tra 6.000 e 8.000 milioni di dollari, pari a oltre 22.000 milioni di euro in termini correnti.

La base era progettata per resistere a un attacco nucleare e continuare a funzionare. All’interno, erano presenti spazi per l’alloggio di centinaia di soldati, laboratori, sistemi di comunicazione e una pista per aerei. La base era completamente autonoma, con un sistema di approvvigionamento d’acqua sotterraneo e un generatore elettrico alimentato da carburante trasportato attraverso tuberì. La sua difesa era garantita da porte pesanti, in grado di resistere a un attacco esterno, e da un sistema di allarme avanzato.

La guerra yugoslava e la distruzione della base

Nonostante la sua progettazione per resistere a una guerra nucleare, la base non fu mai utilizzata in un conflitto reale. Tuttavia, durante le guerre di disgregazione della Jugoslavia, la struttura fu parzialmente distrutta. Nel 1991, il piloto croato Rudolf Perešin desertò e si allontanò in un caccia MiG-21, seguito poco dopo da Daniel Borović. La frattura del paese portò a un conflitto tra forze croate e serbe, e l’esercito popolare jugoslavo (JNA) decise di distruggere la base per evitare che fosse utilizzata da nemici. Nel 1992, durante la ritirata del JNA, le piste esterne furono distrutte, e i tunnel sotterranei furono danneggiati con esplosivi. Il tempo e i saccheggi completarono la distruzione, trasformando la base in un sito di interesse turistico.

La base fu distrutta durante le guerre yugoslave, ma oggi è un’attrazione per il turismo estremo. I visitatori possono esplorare i tunnel e le aree sotterranee, accompagnati da guide esperte, poiché l’area è minata e presenta zone potenzialmente pericolose. La visita dura circa due ore e include un tour delle installazioni, tra cui un Douglas C-47. Nonostante la sua storia di guerra e distruzione, la base rappresenta un’esperienza unica, in grado di far vivere ai visitatori un pezzo di storia militare e tecnologica. Alcuni youtuber hanno reso visibili le sue strutture attraverso video, rivelando un’installazione nata per resistere a una guerra nucleare che non è mai arrivata.