Il Brasile al bivio: la storia svela le radici del confronto tra Lula e Flávio Bolsonaro
Il Brasile si prepara al ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro, con una storia complessa che influenzerà il futuro del Paese.
Il Brasile si prepara a scegliere il proprio presidente in un ballottaggio che mette di fronte Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente in carcere. La sfida del 25 ottobre non riguarda soltanto due candidati e due diverse visioni politiche: riporta al centro le divisioni di un Paese continentale, segnato da forti disuguaglianze sociali e da una storia istituzionale complessa. Per comprendere il Brasile di oggi può essere utile tornare alle sue origini e ripercorrerne le trasformazioni politiche, economiche e sociali. È l’obiettivo del libro Brasile. Biografia di una nazione dall’indipendenza a oggi, scritto da Luis Fernando Beneduzzi, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, pubblicato da Il Mulino.
La storia come chiave di lettura
Il libro di Beneduzzi ripercorre due secoli di storia del Paese e offre una chiave di lettura per comprendere le radici del confronto politico in corso. L’autore divide la storia brasiliana in sette fasi, partendo dall’indipendenza nel 1822 fino al periodo attuale. Tra i temi trattati, la figura di Getúlio Vargas e il suo ruolo nel consolidare l’identità nazionale. La caduta di Vargas nel 1945 e il suo ritorno «democratico» alla presidenza, seguito da un addensarsi di tensioni che lo portarono al suicidio nel 1954, non dipende solo dal suo autocratico comportamento, ma soprattutto dal suo rifiuto di una «colonizzazione» imposta dagli Stati Uniti. Questo aspetto, sottolineato da Beneduzzi, mostra come le dinamiche storiche possano influenzare le scelte politiche attuali. Inoltre, l’autore sottolinea che il peso dell’Ação Integralista Brasileira (Aib) di Plinio Salgado è stato certamente più rilevante nel contesto brasiliano rispetto a quello dell’Alleanza Nazionale Liberatrice (Anl) di Luís Carlos Prestes, come potrebbe pensare un lettore leggendo il libro.
Le disuguaglianze e la demografia
Il Brasile è un Paese di grandi dimensioni, con una superficie di 8,5 milioni di chilometri quadrati e una popolazione superiore ai 213 milioni di abitanti. È il quinto Paese al mondo per estensione e rappresenta quasi la metà del Sud America. Le sue risorse naturali e la sua posizione geografica gli conferiscono un peso geopolitico rilevante, ma anche complessità interne. Il Pil nominale del Brasile ha raggiunto circa 2.280 miliardi di dollari nel 2025, vicino a quello dell’Italia e del Canada.
Tuttavia, il Pil pro capite è circa un quarto di quello italiano, evidenziando un divario tra la dimensione complessiva dell’economia e il benessere medio della popolazione. La disuguaglianza rimane una delle principali questioni sociali del Paese. La composizione demografica del Brasile racconta la sua storia: al censimento del 2022, il 45,3% della popolazione si è dichiarato pardo, il 43,5% bianco e il 10,2% nero, mentre le quote indigena e asiatica erano rispettivamente dello 0,6% e dello 0,4%. Queste statistiche riflettono una società diversa e complessa, con sfide specifiche da affrontare nel contesto delle elezioni.
Venti governatori sono stati eletti al primo turno e sette si sfideranno anch’essi il 25 ottobre. Mentre in entrambi i rami del parlamento federale i partiti che sostengono Flávio Bolsonaro hanno conquistato la maggioranza. Tra le file di Lula diversi ministri non sono stati rieletti. Il presidente uscente, in lizza per il quarto mandato presidenziale, compirà 81 anni due giorni dopo il voto. Il risultato delle elezioni rimane comunque aperto fino alla chiusura dei seggi. Il libro di Beneduzzi, completato mentre la campagna elettorale era già in corso, ha suscitato sorpresa tra i lettori. L’autore ha analizzato la genesi dell’elezione del 2018 di Jair Bolsonaro, padre di Flávio, e ha sottolineato come la sua ascesa sia avvenuta attraverso un logoramento delle istituzioni e una delegittimazione del sistema democratico.
La campagna elettorale fu condotta a colpi di fake news e fact-checking diffusi massicciamente attraverso i social e la piattaforma WhatsApp. La vittoria di Bolsonaro ha smentito le previsioni di molti sondaggi e ha sconcertato diversi commentatori. Nonostante le aspettative, Lula non ha vinto al primo turno. I due milioni duecentomila voti in più di Flávio Bolsonaro rappresentano un vantaggio non trascurabile. Inoltre, una consistente parte dei 9,32 milioni di voti andati ai candidati esclusi dal ballottaggio potrebbe andare a favore del candidato di Bolsonaro.
Il risultato
