Buttafuori torna dopo 20 anni: un tributo a Mattia Torre e un ritorno di Marco Giallini e Valerio Mastandrea

Buttafuori torna dopo 20 anni: un tributo a Mattia Torre e un ritorno di Marco Giallini e Valerio Mastandrea

Buttafuori, la serie comica che ha rivoluzionato il piano sequenza in Italia, compie 20 anni. Il progetto, nato nel 2006 e reso famoso da Marco Giallini e Valerio Mastandrea, torna dopo un lungo periodo di silenzio. La notizia, lanciata da Sergio Fabi attraverso il portale Cinemotore, ha suscitato attesa e malinconia, come se il tempo fosse passato troppo in fretta. La serie, originariamente prodotta da Raitre, ha segnato un’epoca in cui la comicità italiana si distingueva per originalità e coraggio. Ora, dopo vent’anni, sembra che il progetto possa ripartire con una nuova stagione.

Un tributo a Mattia Torre

Il ritorno di Buttafuori è legato a un tributo a Mattia Torre, uno dei creatori della serie e autore di successi come Figli della Linea Verticale. La decisione di riprendere il progetto nasce da un desiderio di onorare il lavoro di Torre, che ha già avuto modo di essere omaggiato in precedenti produzioni. La nuova stagione, tuttavia, non si limita a un semplice omaggio: si propone come un’occasione per dimostrare che la commedia brillante in Italia può ancora esistere senza accontentarsi dei fasti del passato. La serie, infatti, ha sempre rappresentato una forma di satira pungente e di dialogo sferzante, che ha reso unico il suo approccio.

Un’esperienza di selezione e di confronto

Buttafuori, inizialmente, era una sorta di scanner fenotipico che passava in rassegna la tipologia di persone più disparata. La serie si svolgeva in un universo parallelo, dove due Buttafuori, Cianca e Sergej, avevano il compito di decidere chi avesse le carte in regola per entrare e chi no. Questo sistema di selezione naturale ha dato origine a sketch al limite dell’assurdo, che favorivano una satira pungente e una dialettica sferzante. La serie, inoltre, ha sempre dato spazio a una scrittura avanguardista, che in un periodo in cui la televisione italiana era ancora in cerca di nuove forme, ha rappresentato un’esperienza unica.

Il successo di Buttafuori ha portato a un’attenzione crescente, ma anche a una certa distanza. La serie, pur essendo considerata un prodotto di qualità, non ha mai ricevuto il riconoscimento che meritava. Oggi, dopo due decadi, la malinconia lascia il posto alla concretezza: il progetto può tornare con una nuova stagione. Il motivo di questa “pazza idea” è da ricondurre a Mattia Torre, che ha già avuto modo di tributare il compianto autore cinematografico e televisivo. Oggi, Ciarrapico e Vendruscolo possono fare lo stesso con un altro titolo di pregevole fattura.

Un’esperienza di modernizzazione e di rinnovamento

La nuova stagione di Buttafuori vedrà il ritorno di Marco Giallini come attore principale al fianco del collega romano Valerio Mastandrea, che si occuperà della regia. La serie, naturalmente, vedrà anche il ritorno di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, i due sceneggiatori che hanno reso possibile il successo iniziale. Mastandrea, quindi, andrà a sostituire Mattia Torre cercando di tenere fede ai valori dell’amico autore e regista che ha già avuto modo di omaggiare moltissime volte. La serie, naturalmente, vedrà anche il ritorno di Marco Giallini come attore principale al fianco del collega romano.

La forza di Buttafuori era anche la modalità con cui veniva girata: tutto in piano sequenza. Rappresentava una novità e un azzardo per la comicità di quegli anni, che ricorreva spesso a un montaggio frenetico, per agevolare le battute e determinate narrazioni specifiche. Il piano sequenza, invece, impone una maggiore intensità negli scambi narrativi e un’elaborazione della singola scena senza tagli. Una sorta di flusso di coscienza catodico applicato alla vis umoristica. Dissacrante, cinica, brillante Buttafuori ha caratterizzato i primi anni Duemila e anticipato l’approccio che successivamente avremmo visto in Boris.