I cambiamenti fiscali sulle crypto in Francia restano in bilico dopo il voto 31 a 3

I cambiamenti fiscali sulle crypto in Francia restano in bilico dopo il voto 31 a 3 in commissione.

Il voto 31 a 3 in commissione ha complicato i cambiamenti fiscali sulle criptovalute in Francia, lasciando le proposte in bilico. La Commissione Finanze dell’Assemblea nazionale ha respinto l’intera sezione entrate del bilancio, escludendo le nuove regole sugli scambi di stablecoin e la tassa di uscita per i contribuenti che si trasferiscono all’estero. Le misure, se approvate, avrebbero effetto a partire dal 1° gennaio 2027, ma solo dopo l’approvazione completa del Parlamento. La discussione in aula sul bilancio inizierà il 13 ottobre 2026, con il voto fissato al 20 ottobre 2026.

Le conversioni in stablecoin diventerebbero vendite tassabili

Le proposte introdurrebbero una tassa sugli scambi di stablecoin che rientrano nella norma e una tassa di uscita per i contribuenti idonei che si trasferiscono all’estero con oltre 800.000 euro in criptovalute. La conversione di criptovalute in determinati token di moneta elettronica sarebbe considerata un’operazione tassabile a partire dal 1° gennaio 2027. Si applicherebbe la flat tax esistente del 31,4%, senza creare un’aliquota separata. Oggi, gli scambi tra criptovalute ammissibili non fanno scattare subito l’imposta sulle plusvalenze.

Un emendamento propone di riportare le perdite per dieci anni

Un emendamento a parte propone di permettere agli investitori di compensare le perdite crypto ammissibili per dieci anni con i guadagni futuri. Questo emendamento, firmato da Daniel Labaronne, estenderebbe la compensazione delle perdite realizzate, non di un risarcimento per gli asset che si svalutano. In alternativa, gli investitori potrebbero ripartire il costo totale di acquisto del portafoglio al 31 dicembre 2026, in base al valore di ciascun asset a quella data. La scelta del metodo di ripartizione sarebbe irrevocabile con la prima dichiarazione che riguarda una cessione tassabile dopo l’entrata in vigore.

La nota esplicativa sostiene che il regime attuale permette di spostare criptovalute in plusvalenza su stablecoin garantite da valuta tradizionale senza pagare l’imposta dovuta su una vendita diretta contro moneta. I guadagni o le perdite si calcolerebbero sul valore di cessione meno il costo di acquisto, con le spese documentate deducibili dal valore di cessione. Per le criptovalute acquistate prima del 1° gennaio 2027, gli investitori potrebbero usare i prezzi d’acquisto documentati di ogni asset.

Le misure devono essere ripresentate

Le misure sulle criptovalute devono essere ripresentate, perché la bocciatura della sezione entrate le ha escluse dal testo da cui parte l’Assemblea. L’Assemblea al completo comincerà quindi dal testo originale del governo, che non contiene le nuove regole. Entrambe le nuove regole avrebbero effetto dal 1° gennaio 2027, ma solo se superassero il resto dell’iter legislativo. Un terzo emendamento allungherebbe il periodo in cui gli investitori possono compensare le perdite crypto ammissibili con i guadagni futuri. Crypto.news, citando gli atti dell’Assemblea nazionale, riferisce che la commissione ha adottato l’emendamento I-CF1822 l’8 ottobre 2026. La conversione di criptovalute in determinati token di moneta elettronica sarebbe un’operazione tassabile. L’emendamento I-CF1826, firmato da Sansu, eliminerebbe questa esenzione quando i token ricevuti rientrano nella definizione di token di moneta elettronica del regolamento europeo MiCA. La commissione lo ha adottato il 7 ottobre 2026.