Cassazione annulla rigetto della richiesta di revisione per la strage di Erba
Cassazione annulla rigetto della richiesta di revisione del processo per la strage di Erba.

La Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza della corte d’appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di incidente probatorio avanzata da Olindo Romano e Rosa Bazzi, coniugi condannati all’ergastolo per la strage di Erba. La decisione, resa il 7 aprile 2018, apre la possibilità di un nuovo esame dei sette elementi di prova presentati, tra cui un capello, un accendino, un mazzo di chiavi, un giubbotto, un cellulare e una macchia di sangue. I giudici di merito dovranno ora rivalutare la richiesta, che potrebbe portare a un’eventuale modifica del verdetto.
La strage di Erba e le testimonianze chiave
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, è rimasta nel ricordo come uno dei più feroci atti criminali mai registrati in Italia. Il pm Massimo Astori definì l’episodio «uno dei più feroci atti criminali che la storia ricordi». In quella fredda sera autunnale, nella «palazzina del Ghiaccio» al centro di Erba, morirono cinque persone: Raffaella Castagna, il suo bambino Youssef di poco più di due anni, la madre di Raffaella Paola Galli, Valeria Cherubini e Lucia Cherubini. La testimonianza di Mario Frigerio, che sopravvisse miracolosamente, fu decisiva per il processo.
Frigerio, colpito durante l’aggressione, fu salvato da Olindo Romano, che cercò di sgozzarlo. La moglie di Frigerio, Valeria Cherubini, come lui, aveva commesso l’errore di andare a vedere cosa stava succedendo nell’appartamento di Raffaella Castagna, dove era in corso un incendio. Lucia Cherubini, invece, fu massacrata mentre cercava scampo verso il suo appartamento al piano superiore. La scena fu così drammatica che il pm Astori non esitò a definire l’episodio come un atto di estrema ferocia.
La richiesta di revisione e i nuovi elementi di prova
Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo, hanno avanzato una richiesta di revisione del processo, basata su sette nuovi elementi di prova. Tra questi, un capello, un accendino, un mazzo di chiavi, un giubbotto, un cellulare e una macchia di sangue. La corte d’appello di Brescia aveva ritenuto inammissibile la richiesta, ma la Cassazione ha annullato questa decisione e ha ordinato un nuovo esame.
La decisione della Cassazione ha riconosciuto l’importanza di questi elementi, che potrebbero influire sulle conclusioni del processo. La richiesta di incidente probatorio è un meccanismo legale che permette di rivedere le prove in un caso penale, soprattutto quando emergono nuovi elementi che potrebbero modificare l’esito della causa. La Cassazione ha quindi dato un nuovo margine di valutazione ai giudici di merito.
La richiesta potrebbe aprire nuove possibilità per il caso. La Cassazione ha dato un nuovo margine di valutazione, ma il caso resterà aperto finché i giudici non avranno completato il loro esame. La strage di Erba, purtroppo, resterà un ricordo doloroso, ma la decisione di rivedere i fatti potrebbe portare a nuove scoperte o chiarimenti.
La morte di Mario Frigerio ha lasciato un segno indelebile. Mario Frigerio, il testimone chiave del processo, è morto nel settembre 2014 a causa di una malattia che non gli ha lasciato scampo. La sua testimonianza fu cruciale per comprendere i fatti della strage di Erba. Frigerio, colpito durante l’aggressione, fu salvato da Olindo Romano, che cercò di sgozzarlo. La sua sopravvivenza fu un miracolo, e la sua testimonianza fu fondamentale per il processo.
