Cassazione: da carabinieri falso per coprire responsabilità nel caso Cucchi

Cassazione: falso per coprire responsabilità nel caso Cucchi

Cassazione: da carabinieri falso per coprire responsabilità nel caso Cucchi
Cassazione: da carabinieri falso per coprire responsabilità nel caso Cucchi

La Cassazione ha reso pubbliche le motivazioni della sentenza sui depistaggi nel caso Stefano Cucchi, riconoscendo una condotta di falso finalizzata a coprire eventuali responsabilità dei carabinieri appartenenti al “Gruppo Roma” nella morte del giovane. Secondo le motivazioni, le annotazioni di servizio erano state realizzate con caratteristiche redazionali sostanzialmente identiche, rendendo difficile distinguere le modifiche apportate e occultando i passaggi ritenuti compromettenti. L’obiettivo, secondo i giudici, era impedire che le precarie condizioni fisiche di Cucchi, riscontrate dai due piantoni, potessero essere ricondotte alle responsabilità degli appartenenti all’Arma.

Assoluzione per Sabatino e rigetto dei ricorsi

Nel marzo scorso, i Supremi giudici hanno assolto il colonello Lorenzo Sabatino e rigettato i ricorsi dei carabinieri per i quali era stata riconosciuta in appello l’intervenuta prescrizione o condanna. Tra i prescritti, il generale Alessandro Casarsa, Luciano Soligo e Francesco Cavallo. La Cassazione ha evidenziato che la condotta di falso era finalizzata a coprire le eventuali responsabilità dei carabinieri del “Gruppo Roma” nella morte di Stefano Cucchi. I giudici hanno sottolineato come la ricostruzione delle sentenze di merito dimostri una chiara volontà di impedire che le condizioni fisiche del giovane potessero essere ricondotte alle responsabilità degli imputati.

La Cassazione ha ritenuto che la stessa circostanza delle annotazioni identiche fosse indicativa dell’obiettivo di occultare le modifiche apportate. I giudici hanno sottolineato che questa valutazione è tutt’altro che illogica, ma è stata fatta in base a una ricostruzione lineare delle sentenze di merito. La sentenza rappresenta un ulteriore passo nella complessa vicenda del caso Cucchi, che ha visto anni di dibattiti e processi per chiarire le responsabilità dei carabinieri nell’episodio.

Valutazioni su Sabatino e Cavallo

Per quanto riguarda la posizione di Sabatino, la Cassazione ha affermato che non esiste indicazione di un elemento fattuale che possa far ritenere che abbia agito con il dolo richiesto. L’ipotesi di una consapevolezza della partecipazione di Cavallo al confezionamento delle false annotazioni è rimessa al dato di una possibile interlocuzione tra i due imputati, basata su un rapporto professionale e vicinanza fisica, ma non dimostrata. I giudici hanno ritenuto che questa valutazione sia del tutto indimostrata e basata su congetture.

La Cassazione ha sottolineato che la ricostruzione delle annotazioni di servizio è stata utilizzata per impedire che le condizioni fisiche di Cucchi potessero essere ricondotte alle responsabilità degli imputati. La sentenza, resa pubblica il 19 giugno 2026, rappresenta un ulteriore elemento di chiarimento in un caso che ha visto anni di dibattiti e processi. I giudici hanno confermato che la condotta di falso era finalizzata a coprire eventuali responsabilità dei carabinieri del “Gruppo Roma” nella morte di Stefano Cucchi.

  • Assoluzione per Sabatino e rigetto dei ricorsi
  • Condotta di falso finalizzata a coprire responsabilità
  • Valutazioni su Cavallo e Sabatino basate su congetture

La Cassazione ha confermato che la condotta di falso era finalizzata a coprire eventuali responsabilità dei carabinieri del “Gruppo Roma” nella morte di Stefano Cucchi. La sentenza, resa pubblica il 19 giugno 2026, rappresenta un ulteriore elemento di chiarimento in un caso che ha visto anni di dibattiti e processi. I giudici hanno sottolineato come la ricostruzione delle annotazioni di servizio fosse stata utilizzata per impedire che le condizioni fisiche di Cucchi potessero essere ricondotte alle responsabilità degli imputati, evidenziando una volontà chiara di occultare le modifiche apportate.