Centrale Enel Cerano Brindisi: il percorso verso la chiusura anticipata
La centrale Enel di Brindisi potrebbe chiudersi prima del 2038, con nuovi investimenti in vista.

La centrale Enel “Federico II” di Cerano a Brindisi potrebbe chiudersi prima del 2038, come rivelato durante un incontro a Roma tra ministri e rappresentanti locali. Il tema è al centro del Tavolo sulla decarbonizzazione istituito con la “Legge D’Attis-Battilocchio”, che ha permesso di avviare nuovi investimenti industriali nel comune pugliese. Il dibattito si concentra su come accelerare la riconversione dell’area, nonostante l’iter fosse inizialmente scollegato dalle aree utilizzate dalla centrale. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha sollecitato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a liberare le aree cantierabili per nuovi progetti industriali, un passo che potrebbe portare a un’uscita anticipata della centrale.
Un percorso complesso ma in movimento
Nonostante le incertezze, il quadro si sta delineando con un certo ottimismo. Il dirigente del Dipartimento per le politiche per le imprese Marco Calabrò ha spiegato che, a seguito dell’interlocuzione tra i ministri Urso e Pichetto Fratin, si terrà a breve un incontro tecnico per chiarire la situazione. L’obiettivo è definire se si tratta di una dismissione completa o di un mantenimento della struttura con la liberazione solo di alcune aree. La centrale, attualmente in “riserva fredda”, è teoricamente pronta a ripartire in caso di necessità, come previsto dal decreto Bollette. Tuttavia, la chiusura definitiva potrebbe avvenire prima del 2038, come previsto inizialmente.
Il dibattito tra ministri e rappresentanti locali segna un passo avanti verso un futuro industriale più sostenibile e dinamico per Brindisi. Il commissario per la decarbonizzazione, il prefetto Luigi Carnevale, ha garantito che il testo dell’accordo di programma è ormai sostanzialmente pronto. L’accordo dovrà includere soluzioni sull’utilizzo del sito della centrale Enel e sulla produzione della chimica di base, oggi in crisi a causa della chiusura del cracking di Versalis e degli altri impianti collegati.
Investimenti e nuove opportunità per Brindisi
Il coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D’Attis ha sottolineato come la norma che ha istituito il tavolo abbia permesso di avviare nuovi investimenti industriali su tutto il territorio del comune di Brindisi, indipendentemente dalla disponibilità delle aree utilizzate dalla centrale. Sono in corso valutazioni del commissario straordinario di governo Luigi Carnevale e del coordinatore della Zes unica Romano, che hanno ricevuto decine di proposte di investimento nella zona industriale e in area portuale. Questi progetti prevedono nuovi posti di lavoro in grado di assorbire eventuali esuberi post carbone e di produrre nuova occupazione.
Il fatto positivo comunicato dai ministri Urso e Pichetto Fratin, ovvero che anche i terreni della centrale Enel potranno essere disponibili per nuovi investimenti, non fa altro che aumentare la capacità attrattiva del sito di Brindisi. D’Attis ha chiesto al ministro Urso di considerare la previsione di nuovi Its Academy e corsi di laurea aderenti alle nuove attività industriali previste. Gli investitori che si sono proposti su Brindisi, con il governo e il suo commissario straordinario, sono in grado di determinare un nuovo sviluppo industriale della città.
Il percorso è complesso, ma a breve si vedranno i frutti di un lavoro importante per lo sviluppo della città e del territorio. Occorre essere ottimisti, anche se la transizione è accompagnata da apprensione per i lavoratori e le imprese. Il dibattito tra ministri e rappresentanti locali segna un passo avanti verso un futuro industriale più sostenibile e dinamico per Brindisi.
