Chef Alberto Quadrio lascia L’Albereta: incompatibilità tra docenza e ruolo di executive chef
Chef Alberto Quadrio abbandona L’Albereta dopo conflitti su docenza e ruolo.

Il chef Alberto Quadrio ha lasciato L’Albereta Relais & Châteaux dopo un periodo di collaborazione durato diversi anni, a causa di differenze di visione sul futuro del progetto e sull’evoluzione della sua carriera. La decisione, annunciata da Quadrio stesso, è legata all’incompatibilità tra il ruolo di executive chef della struttura e l’attività di docenza presso Cast Alimenti a Brescia. L’obiettivo dichiarato del cuoco, classe 1990, è di consolidare il proprio percorso nel Paese d’origine, valorizzando il patrimonio gastronomico italiano prima di eventuali aperture internazionali.
Un percorso internazionale e un ritorno in Italia
Quadrio ha costruito la sua carriera attraverso esperienze in alcuni dei ristoranti più prestigiosi del mondo. Dopo gli inizi al Marchesino di Gualtiero Marchesi, ha lavorato con professionisti come Pietro Leemann al Joia, Matteo Torretta all’Asola e in strutture di rilievo come il Capri Palace. La sua formazione comprende anche esperienze in Giappone all’Hishinuma e al Narisawa di Tokyo, oltre al Disfrutar di Barcellona e al Geranium di Copenaghen, dove ha fatto parte della brigata quando il ristorante ha conquistato la terza stella Michelin. Ha anche collaborato con Alain Ducasse a Parigi. Dopo anni di esperienze internazionali, Quadrio è tornato a L’Albereta quasi due anni fa con l’obiettivo di dare nuova centralità alla proposta gastronomica del resort. Il legame con la struttura franciacortina rappresentava un ritorno significativo nel suo percorso, visto che aveva mosso alcuni dei primi passi della carriera accanto a Gualtiero Marchesi.
La separazione è arrivata dopo un confronto sulle prospettive future del progetto e sulla valorizzazione complessiva dell’offerta culinaria della struttura.
Il resort ha garantito la continuità operativa de L’Aurum, affidando la gestione alle brigate interne, che continueranno a lavorare nel segno della qualità e dell’attenzione all’ospite. La direzione ha ritenuto l’attività di docenza di Quadrio una componente fondamentale del suo percorso professionale, ma non compatibile con il ruolo di executive chef.
Un futuro in Italia e nuovi progetti
Dopo la conclusione del rapporto con L’Albereta, Quadrio continuerà il proprio impegno nella formazione professionale, mantenendo il ruolo di docente nel Corso di Alta Formazione Cucina di Cast e nelle altre attività didattiche. Per il futuro della cucina attiva, ha indicato il prossimo anno come possibile momento per nuovi progetti, confermando però una direzione precisa: restare in Italia. L’obiettivo dichiarato è consolidare il proprio percorso nel Paese d’origine, valorizzando il patrimonio gastronomico italiano prima di eventuali aperture verso l’estero.
Quadrio ha sottolineato come l’insegnamento rappresenti un modo per contribuire alla crescita dei futuri professionisti della cucina italiana.
Attraverso la trasmissione delle competenze maturate accanto ai grandi nomi della gastronomia mondiale, il cuoco intende dare un contributo significativo al settore. Secondo lui, in Paesi come la Francia il rapporto tra attività nei ristoranti e formazione è da tempo considerato un valore aggiunto, mentre in alcune realtà italiane può ancora essere percepito come un ostacolo alla gestione della professione. La decisione di Quadrio rappresenta un momento di svolta nel suo percorso, ma non segna la fine della sua attività in campo gastronomico. L’esperienza acquisita in strutture di alto livello e la formazione ricevuta accanto a nomi di rilievo continueranno a influenzare il suo lavoro, sia come docente che come professionista della cucina.
