David Rossi, Vinci: “Volevano intimidirlo, non ucciderlo. Poi l’aggressione è finita male”

Nuove ricostruzioni sul caso David Rossi dopo tredici anni: Vinci sottolinea l’ipotesi di un’aggressione non voluta come omicidio.

A tredici anni dalla morte di David Rossi, il caso torna al centro dell’attenzione con nuove ricostruzioni e ipotesi che sembrano smentire la versione iniziale. Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, ha spiegato che l’aggressione subita dall’ex capo della comunicazione di Mps potrebbe non essere stata un atto volto all’omicidio, ma una forma di intimidazione che si è sviluppata in modo inaspettato. Secondo le ultime analisi, l’uomo sarebbe stato violentemente buttato in ginocchio sul davanzale, con un’azione che ha portato a una morte non voluta.

Aggressione non intenzionata a uccidere

La Commissione ha esaminato nuove simulazioni e dati tecnici per ricostruire la dinamica dell’episodio. Vinci ha sottolineato che l’ipotesi iniziale, che prevedeva un’aggressione mirata a intimidire Rossi, non è mai stata presa in considerazione in modo completo. Secondo le nuove analisi, l’azione potrebbe non essere stata intenzionata a uccidere, ma a costringere l’uomo a fare qualcosa. Non abbiamo mai pensato a un suicidio, ha detto Vinci, spiegando che le lesioni al polso e all’orologio indicano un’azione esterna.

Una delle principali critiche rivolte alle indagini iniziali è l’assenza di prove decisive. Vinci ha spiegato che i filmati delle telecamere di sorveglianza non sono stati acquisiti in modo completo, e oggi non sono più reperibili. Quello che sicuramente ha danneggiato le indagini nell’immediatezza è stato non acquisire i filmati delle sei-sette telecamere di sorveglianza, ha detto. La mancanza di dati video ha reso difficile ricostruire la scena del crimine, anche se le simulazioni e l’analisi delle immagini disponibili hanno portato a nuove conclusioni.

Simulazioni e dati confermano l’ipotesi di un’aggressione

Le simulazioni effettuate oggi, con l’aiuto dei vigili del fuoco, hanno confermato l’ipotesi di un’aggressione che ha portato a una caduta violenta. La ricostruzione ha mostrato che Rossi è stato buttato con forza sul davanzale, con un arrossamento al ginocchio che corrisponde a una lesione registrata in sede di autopsia. La ricostruzione è affidabile al 100% per quanto riguarda la caduta dell’orologio, ha detto Vinci, spiegando che l’analisi del video ha permesso di identificare con certezza l’azione esterna.

Le simulazioni hanno anche confermato che l’aggressione non è stata immediatamente seguita da una caduta, ma che ci fu una pausa e un’interlocuzione. L’aggressore abbia continuato a parlare con Rossi e a minacciarlo, cercando di costringerlo a fare qualcosa, ha spiegato Vinci. La situazione sarebbe degenerata fino alla defenestrazione, ma l’obiettivo iniziale era probabilmente l’intimidazione. La Commissione ha anche analizzato i dati delle celle telefoniche, ma questi non sono stati acquisiti né negli anni successivi. “È chiaro che, se fossi stato il pubblico ministero dell’epoca, avrei acquisito sia i filmati sia i dati delle celle telefoniche”, ha aggiunto Vinci. La mancanza di informazioni ha reso necessario un lavoro di ricostruzione da zero, partendo da elementi come l’orologio e le lesioni al polso.

Il caso di David Rossi rimane un mistero che ha suscitato molte domande. La Commissione, con le sue nuove analisi, ha cercato di chiarire la dinamica dell’episodio, ma la mancanza di prove decisive continua a rendere difficile arrivare a una conclusione definitiva. Vinci ha sottolineato che il lavoro svolto è stato estremamente complesso, ma i risultati ottenuti sono significativi. Siamo riusciti a ricostruire la scena partendo da zero, ha concluso, spiegando che il lavoro è stato fatto con grande attenzione e professionalità.