Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, l’avvocato di Bossetti chiede di confrontare il Dna di Sangare
L’avvocato di Massimo Bossetti chiede di confrontare il Dna di Moussa Sangare con quello di Yara Gambirasio e Sharon Verzeni.

Yara Gambirasio e Sharon Verzeni, due vittime di omicidio distanti nel tempo ma connessi da un legame genetico ipotizzato, sono al centro di un dibattito che coinvolge l’avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni. L’ipotesi avanzata dal legale è che possa esistere un serial killer che in tredici anni abbia ucciso più volte, con il Dna di Moussa Sangare, l’uomo in carcere accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni, che potrebbe essere legato a quello di Yara Gambirasio. La difesa di Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne, chiede di confrontare i profili genetici trovati sul corpo di Yara con quelli di Sangare, in un tentativo di rivedere le prove che hanno portato alla condanna.
Il Dna distrutto e la questione del mitocondriale
La difesa di Bossetti ha sollevato critiche sulla gestione dei campioni di Dna repertati sul corpo di Yara Gambirasio. I campioni, inizialmente conservati a temperature molto basse, sono stati scongelati e distrutti, rendendoli inutili per ulteriori analisi. La pm Letizia Ruggeri aveva richiesto l’invio dei reperti all’ufficio corpi di reato, ma la distruzione ha reso impossibile verificare ulteriori tracce. Salvagni sostiene che il Dna nucleare di Bossetti non sia sufficiente a confermare la sua colpevolezza, poiché manca il Dna mitocondriale, elemento cruciale per un’identificazione completa.
La certezza con cui si afferma che il Dna nucleare di Bossetti sia presente sul corpo di Yara è ascientifica.
Secondo Salvagni, il Dna mitocondriale, che potrebbe essere considerato la “prova del nove”, non è stato trovato, e questo solleva dubbi sull’attendibilità delle analisi effettuate. L’ipotesi di un serial killer, che potrebbe aver ucciso più volte, è supportata da un’intervista a Peter Gill, padre della genetica forense, che ha sottolineato l’importanza di confrontare il Dna di Yara con quello di una terza persona. La difesa chiede quindi di confrontare il Dna di Sangare, l’assassino di Sharon Verzeni, con quello di Yara, per verificare eventuali collegamenti.
Un’ipotesi che scuote la certezza della condanna
La difesa di Bossetti ha anche sottolineato la presenza di due Dna “ignoti” sul corpo di Yara, nonché di 9 formazioni pilifere non appartenenti a Bossetti. Questi elementi, secondo Salvagni, potrebbero indicare la presenza di un terzo soggetto, che potrebbe essere legato al caso. L’ipotesi di un serial killer, che avrebbe ucciso più volte, è vista come una possibilità, anche se appare inizialmente assurda. Sangare, che ha confessato l’omicidio di Sharon Verzeni, è stato immortalato da una telecamera a Chignolo d’Isola, dove è stato ritrovato il corpo di Yara. La congettura di un legame tra i due casi ha suscitato dibattito, ma non è stata accettata da tutti.
La criminologa Roberta Bruzzone ha definito l’ipotesi dell’avvocato come “fantasiosa”.
La criminologa Roberta Bruzzone, intervistata su Giallo, ha espresso dubbi sull’ipotesi avanzata da Salvagni, sostenendo che l’assassino di Yara è già in carcere. Per lei, l’idea di un serial killer che avrebbe ucciso più volte appare poco plausibile. Tuttavia, la difesa di Bossetti non si arrende, e continua a chiedere di analizzare i reperti ancora esistenti, come gli indumenti di Yara, per cercare eventuali tracce di Dna non ancora esaminate. L’obiettivo è verificare se esistano collegamenti tra i due casi, e se il Dna di Sangare possa essere legato a quello di Yara.
La questione del Dna, considerata la “prova regina” dell’omicidio, è al centro di un dibattito che coinvolge non solo la difesa di Bossetti, ma anche la procura e i giudici. La distruzione dei campioni ha reso impossibile una verifica completa, e la mancanza del Dna mitocondriale di Bossetti ha sollevato ulteriori dubbi. L’ipotesi di un serial killer, sebbene non provata, rimane un elemento di interesse per chi cerca di rivedere le prove e trovare la verità.
