La difesa di Bossetti chiede nuovi accertamenti sul Dna, ma la Corte respinge l’istanza
La difesa di Massimo Bossetti chiede nuovi accertamenti sul Dna, ma la Corte d’Assise di Bergamo respinge l’istanza.

La difesa di Massimo Bossetti ha presentato una richiesta di nuovi accertamenti sul Dna, ma la Corte d’Assise di Bergamo ha respinto l’istanza. L’ultimo passaggio giudiziario si è svolto lunedì 5 ottobre, quando i giudici hanno rifiutato la richiesta di ulteriori esami tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici conservati. La difesa, rappresentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ha sollevato due questioni principali: la traccia 31G20, da cui è stato ricavato il profilo genetico attribuito a Bossetti, e alcune tracce rilevate sul giubbotto di Yara Gambirasio, che potrebbero essere riconducibili a liquido seminale. La difesa sostiene che l’esame di nuove fotografie ad alta risoluzione, realizzate dal Ris di Parma durante le indagini, avrebbe potuto emergere elementi necessari per ulteriori accertamenti.
La Corte rifiuta l’istanza per mancanza di novità
La Corte d’Assise ha ribadito che non vi sono dubbi sulla presenza del Dna di Bossetti sull’indumento intimo della vittima. Secondo i giudici, le verifiche richieste finirebbero sostanzialmente per ripetere accertamenti biologici e genetici già affrontati nel processo, utilizzando metodologie più recenti. Inoltre, l’istanza è considerata priva dei necessari requisiti di specificità e novità. Anche l’eventuale individuazione di ulteriori tracce o profili genetici non sarebbe di per sé decisiva rispetto al complesso degli elementi che hanno portato alla condanna. La difesa annuncia un nuovo ricorso in Cassazione e ha anche prospettato la possibilità di rivolgersi alla Procura per approfondire quelle che considera anomalie emerse dalla documentazione.
La posizione dei legali dei genitori di Yara
Di segno opposto la posizione dei legali dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio. Gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta si sono opposti ai nuovi accertamenti e, al termine dell’udienza, hanno sintetizzato la loro posizione con una frase destinata a far discutere: «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo». La Corte ha confermato che Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara. La difesa, però, continua a cercare la strada per arrivare a una revisione del processo, attraverso nuovi esami e la costruzione di elementi necessari per chiedere in futuro una revisione del processo.
Il 4 novembre, Gianluca Neri presenterà il suo nuovo libro “Ignoto 1” durante un incontro a Materia, lo spazio libero di VareseNews a Castronno. Il libro, pubblicato da Piemme il 29 settembre, è un volume di 944 pagine nato dal lavoro dell’autore su migliaia di pagine di atti ufficiali, intercettazioni e verbali. Neri, già autore di “SanPa” e “Il caso Yara”, torna sulla vicenda cercando di mettere insieme documenti, testimonianze e aspetti dell’indagine rimasti fuori dalle precedenti narrazioni televisive e documentaristiche. L’appuntamento del 4 novembre sarà l’occasione per discutere direttamente con Gianluca Neri e per entrare nel gigantesco archivio documentale sul quale è costruito “Ignoto 1”.
