Il DNA di Bossetti conferma l’omicidio di Yara Gambirasio

Il DNA di Massimo Bossetti conferma l’omicidio di Yara Gambirasio, il caso che ha scosso l’Italia.

Il DNA di Bossetti conferma l'omicidio di Yara Gambirasio
Il DNA di Bossetti conferma l’omicidio di Yara Gambirasio

Il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, 13 anni, ha trovato nel DNA il suo principale indizio. La condanna definitiva di Massimo Bossetti, 44 anni, muratore di Mapello, si basa su una prova considerata “regina” dagli inquirenti: il confronto genetico tra il materiale rinvenuto sugli indumenti della ragazza e il DNA del presunto assassino. La svolta è arrivata grazie a una ricerca genealogica che ha portato alla scoperta del legame tra Bossetti e l’individuo misterioso definito “Ignoto 1”, rilevato sul lembo tagliato degli slip di Yara e sui leggings.

La traccia genetica che ha cambiato il caso

Da un frammento di DNA, ridotto all’essenziale, gli specialisti del Ris dei Carabinieri hanno ricostruito un profilo completo, quello di “Ignoto 1”. Nonostante migliaia di confronti andati a vuoto nella zona di Brembate, la svolta è arrivata analizzando il DNA di Damiano Guerinoni, parzialmente compatibile con Ignoto 1. Gli investigatori hanno allargato la ricerca genealogica e scoperto che Giuseppe Guerinoni, autista di pullman morto nel 1999, è il padre biologico dell’individuo misterioso.

La scoperta ha costruito un legame tra Bossetti e l’individuo misterioso, portando gli inquirenti a riesumare il corpo di Guerinoni e a cercare tra le donne della Val Seriana una madre compatibile. Dopo un imponente screening genetico su oltre 20.000 donne e 25.000 prelievi di DNA, l’attenzione si è concentrata su Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti. L’analisi ha confermato che il muratore di Mapello è figlio biologico di Guerinoni, e il suo profilo coincide perfettamente con quello di Ignoto 1.

Il confronto genetico ha dato il via a un’indagine che ha portato alla condanna definitiva.

Un legame che ha portato alla condanna

Il 16 giugno 2014, con un prelievo a sorpresa, è stato confrontato il DNA di Bossetti con quello rinvenuto sugli indumenti di Yara: il match è totale. Questa prova, considerata “regina” dagli inquirenti, è il pilastro attorno al quale ha ruotato tutta l’accusa e che ha portato alla condanna definitiva all’ergastolo.

La condanna di Massimo Bossetti è basata principalmente sull’analisi del DNA. Una traccia genetica maschile, isolata dai leggings di Yara, ha dato il via a un’indagine che ha portato alla luce un legame inaspettato tra il presunto assassino e l’individuo misterioso. Il caso di Yara Gambirasio rimane un esempio di come le prove scientifiche possano cambiare il corso di un processo e portare a una condanna definitiva.

Il DNA ha fornito la prova decisiva per condannare Bossetti.