Elisa e la sua famiglia vivono in sei in 40 metri quadrati: la disperazione di una madre in cerca di casa
Una famiglia di sei persone vive in un bilocale di 40 metri quadrati, con due figlie che dormono sul divano e una sulla brandina. La madre, Elisa, cerca da dieci anni un alloggio.
Elisa vive con il marito e quattro figli in un bilocale di 40 metri quadrati, dove due ragazze dormono sul divano, una sulla brandina e si studia in bagno. La madre, che ha cercato casa da dieci anni, si trova in una situazione di estrema sofferenza. La famiglia, composta da sei persone, vive in un vecchio studio veterinario trasformato in bilocale, dove non c’è spazio né privacy. Elisa, una donna che ha sempre lavorato, si sente disperata e non riesce a trovare un alloggio adatto alle sue esigenze.
La vita in sei in un bilocale minuscolo
La vita in sei in un bilocale minuscolo sta spezzando gli animi a tutti. Nessuno ha spazio, nessuno ha privacy. Elisa racconta che la casa è fredda d’inverno e calda d’estate, ma non è semplicemente a portata di famiglia. Perché non nasce come appartamento. All’inizio andava bene, doveva essere una situazione momentanea. E invece siamo qui. Da dieci anni cerchiamo casa, ma a quanto pare non siamo idonei per un alloggio dell’edilizia sociale altoatesina. O meglio, lo siamo. Ma non abbiamo abbastanza punti in graduatorio per ricevere in fretta una casa.
Elisa ha sempre fatto richieste per la casa Ipes, ma aveva sempre un punteggio basso. La presenza dei suoi genitori in questo senso non aiutava. Ha deciso di farli rientrare a casa loro e di fare richieste visto che era single e con tre figlie. Ma non c’è stato nulla da fare. Stavamo per finire in albergo, quando abbiamo trovato questa casa. Sapevamo già che era piccola, ma per il momento andava benissimo. Meglio una casa piccola che nessuna casa, no?
La disperazione di una madre e la ricerca di una casa definitiva
Elisa ha pianto dalla rabbia. È andata negli uffici e ha detto che tornerà ogni settimana fino a quando non le daranno una casa. Le hanno risposto che è ancora fortunata e che c’è di peggio. Ma il sovraffollamento non dovrebbe dare diritto a qualche punto in più? Magari quelli utili a scalare la graduatoria? Si, ci darebbe un punto in più. Ma devono passare sei mesi dal momento della richiesta e io quella l’ho avanzata da troppo poco tempo. Ma a cosa vuoi che serva un punto? Che invece che 15 anni ne aspetto 10? 9? Non cambia nulla. Noi abbiamo bisogno adesso. Loro hanno bisogno adesso.
Elisa non chiede aiuti che non le spettano, non chiede favori, non chiede di pagare cinquanta euro di affitto, come fanno tanti. È disposta a pagare quello che c’è da pagare. Basta avere una casa. Basta che le sue figlie abbiano una stanza. Vorrebbe una sistemazione definitiva per la sua famiglia. Dove potrebbe vivere senza l’ansia di non essere cacciata da un momento all’altro. E dove i suoi figli possono avere uno spazio vitale.
La vita di una famiglia di sei persone è veramente “tutta qui”. Tutto lo spazio vitale che hanno a disposizione, in sei, si limita a un salotto cucina (che diventa anche stanza delle ragazze grandi, nottetempo). Li studiano, cucinano, mangiano, guardano la tv, passano il tempo libero. In una stanza che basta allargare le braccia e la copri tutta. La percorri in due passi e mezzo in altezza, in un passo in larghezza. La figlia più piccola non riesce a studiare e spesso, come ci racconta Elisa, porta a casa delle note perché non ha consegnato i compiti. Si studia in bagno, sulle scale che separano la casa dalla porta d’ingresso. Oppure ci si chiude nella stanza dei genitori, se non è già occupata da qualcun altro.
