Elisa Zanni: “Castelnovo Monti è casa. Non vivrei né lavorerei in nessun altro posto”
Elisa Zanni, titolare di un negozio a Castelnovo Monti, racconta il legame con il territorio e le sfide del commercio in montagna.

Un legame profondo con il territorio
Elisa Zanni, 35 anni, titolare del negozio Fiord’Elisa a Castelnovo Monti, ha scelto di rimanere nel paese di montagna dove è nata e cresciuta. “Sono nata e cresciuta a Castelnovo e non ho mai pensato di andare via”, dice. Il legame con il territorio, per lei, non è solo un sentimento, ma una scelta concreta. “Siamo molto legati al territorio, ai rapporti umani costruiti negli anni e a uno stile di vita che difficilmente riuscirei ad avere in altri posti”, spiega. Il rapporto con le persone è uno degli aspetti più belli dell’Appennino, dove si conosce tutti e si vive in modo diverso rispetto alle città. Il commercio in montagna dipende molto dal rapporto con le persone.
Un’attività in montagna, sfide e opportunità
Il negozio Fiord’Elisa è stato aperto nel settembre del 2020, durante la pandemia. “Ho aperto da sola e dopo qualche mese è entrata anche mia mamma come socia”, racconta. L’apertura in un periodo di chiusura totale per molti settori ha rappresentato un rischio, ma anche un’opportunità. “Essendo l’anno del Covid, qualche pensiero c’era, però il fatto che le persone fossero costrette a rimanere in zona ha fatto sì che, per alcune realtà, il percorso fosse abbastanza regolare”, spiega. Lavorare in montagna, però, comporta limiti concreti, come il reperimento di materie fresche, che non è semplice come in città. “Noi lavoriamo con materie fresche e il reperimento non è semplice come in città, dove ci sono i grandi magazzini”, precisa.
Elisa riconosce che il commercio rappresenta un elemento fondamentale per mantenere vivi i servizi nei paesi di montagna. “Facciamo parte del Centro Commerciale Naturale e ci diciamo spesso che a Castelnovo ci sono tanti servizi e tanta vita perché ci sono tante attività”, afferma. Tuttavia, non nasconde le difficoltà che ogni giorno affrontano i commercianti dell’Appennino. “Rispetto ad altri territori dell’Appennino siamo sicuramente avvantaggiati, ma questo non significa che le difficoltà non ci siano. Anzi, la preoccupazione resta”, dice. Le sfide del commercio in montagna sono sempre più complesse.
Il rapporto con le persone è uno degli aspetti più belli dell’Appennino. “La conoscenza del cliente fa davvero la differenza”, dice Elisa. Oggi è un periodo delicato, si vedono negozi che chiudono e parlare di commercio non è semplice. “Per questo credo che qualità del prodotto, attenzione e cura del cliente siano gli aspetti che possono fare la differenza”, conclude. Un messaggio che non vuole però trasformarsi in un facile ottimismo. “È vero che Castelnovo tiene botta ed è considerato quasi un caso a parte, ma bisogna essere cauti nel dire che va tutto bene. Le difficoltà aumentano continuamente e servono interventi su turismo, viabilità e servizi. Basta poco perché un territorio perda attrattività”.
Il pensiero va ai paesi più piccoli. “Penso a Carpineti e a quanti negozi c’erano una volta. Tante attività, pian piano, si sono spente. I paesini si stanno svuotando e per questo l’attenzione verso questi territori non deve mai mancare”, dice. Per lei, il commercio è una risorsa, ma anche una responsabilità. Il commercio in montagna deve essere visto come un’arma per la sopravvivenza del territorio.
