I fondi immobiliari in Italia detengono 11mila immobili per un valore di 144 miliardi di euro
I fondi immobiliari in Italia possiedono 11mila immobili con un valore di 144 miliardi di euro, con un focus su Milano e Roma.
Nei primi mesi del 2026, i fondi immobiliari in Italia detengono circa 11mila immobili, con un valore complessivo di 144 miliardi di euro. Il fenomeno, concentrato soprattutto a Milano e Roma, ha suscitato proteste e preoccupazioni per il modo in cui vengono gestiti i beni immobili, spesso a scapito delle esigenze dei residenti. Secondo un rapporto di Scenari Immobiliari, aggiornato al 31 dicembre 2025, il numero di immobili censiti è cresciuto rispetto al 2024, quando erano circa 11mila, con una superficie complessiva di 42,3 milioni di metri quadrati.
Concentrazione e potere dei grandi gruppi
La concentrazione del potere immobiliare è un aspetto chiave del settore. Secondo l’analisi del rapporto, solo venti società di gestione del risparmio (Sgr) possiedono oltre 680 società-veicolo, che rappresentano il 95% dei fondi complessivi. Tra i protagonisti principali ci sono colossi come Kryalos, Generali Real Estate, Amundi, Bnp Paribas Reim Italy e Coima, guidato da Manfredi Catella. Questi gruppi operano in modo diverso, ma spesso il rendimento si basa su affitti elevati o su strategie di acquisto, riqualificazione e vendita di immobili.
La gestione dei beni immobili spesso privilegia il profitto rispetto alle esigenze dei residenti.
Il caso di Milano e Roma
A Milano e Roma, i fondi immobiliari detengono il 30% di tutti gli immobili in Italia. A Milano, si contano circa 900 immobili, per una superficie di 6,9 milioni di metri quadrati, con una quota significativa a uso ufficio. A Roma, invece, la quota residenziale è decisamente più alta: 1.200 immobili, contro 320 a uso terziario e 230 a uso commerciale. Il portafoglio relativo a queste due città rappresenta un terzo del totale nazionale.
Il problema si fa più complesso quando si considera come i fondi gestiscono i beni. In alcuni casi, l’incremento dei canoni di affitto ha portato a situazioni di tensione, come il caso di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni sfrattata dal suo appartamento a Madrid dopo un aumento del canone. A Milano, invece, 32 famiglie rischiano di dover lasciare il loro quartiere a causa della vendita di un condominio.
Le proteste in tutta Europa sono legate al modo in cui i fondi gestiscono i loro beni.
Le proteste in tutta Europa, in particolare per il diritto alla casa, sono in parte legate a come i fondi immobiliari gestiscono i loro beni. Molti cittadini si sentono abbandonati, con canoni di affitto che salgono senza alcun rispetto per le loro esigenze. In alcuni casi, gli immobili vengono trasformati in investimenti, a scapito della funzione residenziale. Questo ha portato a una crescente tensione tra i residenti e i proprietari, con manifestazioni e richieste di intervento da parte delle autorità locali. Nonostante i dati siano in crescita, la concentrazione dei fondi rimane un tema di dibattito. Molti esperti sottolineano che, sebbene i numeri siano rilevanti, le conseguenze per i cittadini non sono sempre visibili nei dati ufficiali. La gestione degli immobili dopo l’acquisizione, i cambiamenti nei canoni e le conseguenze per gli inquilini rimangono spesso fuori dal radar delle statistiche.
