Un’imposta sui grandi patrimoni potrebbe raccogliere 30 miliardi in più l’anno in Italia
Un’imposta sui grandi patrimoni potrebbe raccogliere 30 miliardi in più l’anno in Italia, secondo uno studio di esperti universitari.

La concentrazione della ricchezza e le proposte di riforma
In Italia, il 10% più ricco detiene il 60,6% della ricchezza totale, mentre la metà meno abbiente ne detiene appena il 7,2%. Questi dati, forniti dalla Banca d’Italia, mettono in luce una profonda disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio. Lo studio condotto da ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha analizzato la regressività del sistema fiscale, evidenziando come i più ricchi paghino un’aliquota effettiva inferiore rispetto al ceto medio. Lo 0,1% dei contribuenti, i più ricchi, paga un’aliquota del 32,6%, mentre un lavoratore dipendente paga circa il 45%. Questa situazione ha suscitato un dibattito su come rendere il sistema fiscale più progressivo e equo.
Una riforma fiscale potrebbe raccogliere 30 miliardi in più l’anno, come ha evidenziato lo studio, che propone l’introduzione di un’imposta netta dell’1,3% sull’1% più ricco. Questo prelievo, pur limitato, potrebbe generare un gettito significativo per il Paese, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e a migliorare il benessere collettivo.
Un modello di tassazione ispirato da esperienze internazionali
In Regno Unito, un gruppo di circa 120 “milionari patriottici” ha inviato una lettera al premier Labour Andy Burnham, chiedendo un aumento dell’aliquota fiscale sui grandi capitali che superano i dieci milioni di sterline, portandola al 2%. Secondo le stime del gruppo, questa misura potrebbe raccogliere circa 24 miliardi di sterline all’anno. L’iniziativa, promossa dall’organizzazione “Patriotic millionaires”, ha ricevuto il sostegno di alcuni esponenti politici e di esperti economici. La segretaria capo del Tesoro, Emma Reynolds, ha espresso favore per l’iniziativa, ma ha chiarito che qualsiasi modifica importante al sistema fiscale sarà annunciata durante la presentazione del bilancio.
In California, invece, un referendum ha visto la nascita di una proposta di tassazione sui miliardari, che potrebbe raccogliere 100 miliardi di dollari tra il 2027 e il 2031. La tassa, del 5%, sarebbe applicata ai patrimoni superiori a 1,1 miliardi di dollari, con il 90% del gettito destinato al sistema sanitario. L’iniziativa, sostenuta da sindacati e accademici, ha suscitato un dibattito acceso, con opposizione da parte di alcuni grandi dell’industria tecnologica. La tassazione dei grandi patrimoni potrebbe diventare un tema centrale del dibattito politico, come dimostrano le iniziative in corso in diversi Paesi. L’idea di introdurre una tassa sui grandi capitali non è solo un’ipotesi, ma una proposta concreta che potrebbe aprire nuove strade per un sistema fiscale più equo e sostenibile.
La richiesta di un aumento delle tasse sui grandi patrimoni non è limitata a un solo Paese. In California, il referendum ha visto la partecipazione di milioni di cittadini, con un’ampia base di supporto. In Italia, invece, il dibattito è ancora in fase iniziale, ma i dati suggeriscono che una riforma potrebbe avere un impatto significativo. L’idea di una tassa sui grandi patrimoni non è solo un’ipotesi, ma una soluzione concreta che potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze e a migliorare il benessere collettivo.
