Le gemelle Cappa denunciano una regia mediatica intorno alle indagini su Garlasco
Le gemelle Cappa accusano un coordinamento mediatico legato alle nuove indagini sull’omicidio di Garlasco.

Le gemelle Cappa, cugine di Chiara Poggi, hanno presentato un esposto in procura a Milano contro un presunto coordinamento mediatico legato alle nuove indagini sull’omicidio di Garlasco, avvenuto nel 2022. L’esposto, reso noto durante la puntata di “Verità Nascoste – il Diario”, accusa un gruppo di figure professionali e istituzionali di aver orchestrato una campagna di comunicazione volta a influenzare l’opinione pubblica e a orientare le indagini in modo non conforme al procedimento giudiziario. L’azione è rivolta in particolare all’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, l’inviato de “Le Iene” Alessandro De Giuseppe e l’ex comandante dei Carabinieri Francesco Marchetto.
Una strategia mediatica accusata di condizionamento
Nell’esposto, le gemelle Cappa sostengono che la famiglia è stata vittima di una esposizione mediatica sistematica e preordinata, che avrebbe avuto come obiettivo l’orientamento dell’opinione pubblica e l’incidenza sulle indagini. Secondo quanto riportato, la strategia sarebbe stata volta a sostenere la tesi dell’innocenza di Stasi e a indirizzare l’attenzione investigativa verso soggetti esterni ai fatti. L’azione è stata resa nota durante una puntata del programma di Milo Infante, in cui è stato letto il contenuto dell’esposto a firma dell’avvocato Stefania Cappa.
La ricostruzione presentata nel servizio è stata definita “parziale” nel comunicato stampa firmato da Gian Luigi Tizzoni e Paolo Reale. Il comunicato ha sottolineato che il fatto era vero ma il contesto era stato omesso. L’avvocato Tizzoni ha riferito di aver avuto notizia della nomina di De Rensis già il 24 maggio 2022, subito dopo la trasmissione di una puntata de “Le Iene” su Garlasco da fonti giornalistiche.
La replica dell’avvocato De Rensis
L’avvocato De Rensis, presente in studio durante la puntata, ha replicato alle accuse, affermando che la ricostruzione presentata nel contenuto dell’esposto sarebbe un “autogol” nella storia degli esposti. Ha sottolineato che la nomina del collega De Rensis al collegio difensivo di Stasi era nota a diversi soggetti, tra cui il procuratore Napoleone e la sua segreteria, nonché la famiglia di Stasi. L’avvocato ha inoltre sottolineato che la sua collaborazione con Stasi non era un segreto, e che la sua partecipazione al progetto di convegni sportivi era un atto comune e non legato a una strategia di condizionamento.
La famiglia Cappa ha riferito di aver ricevuto una comunicazione telefonica il 8 luglio 2022, in cui era stato segnalato che De Rensis era stato nominato come avvocato di Stasi. Secondo quanto riportato, l’ingegnere Paolo Reale ha riferito che Alberto Stasi aveva provveduto a integrare al proprio collegio difensivo un professionista identificato come Antonio De Rensis. L’ingegnere ha anche riferito che l’avvocato Tizzoni aveva avuto notizia di una possibile ricostruzione dei fatti appositamente predisposta da De Rensis con l’inviato delle “Iene” Alessandro De Giuseppe, al fine di sottoporla alla Procura della Repubblica di Pavia.
La situazione rimane in fase di indagine, con le autorità che dovranno valutare le accuse e verificare eventuali condotte non conforme al procedimento giudiziario. L’episodio rappresenta un caso di tensione tra famiglia vittima e figure professionali coinvolte nel caso, con implicazioni su come le informazioni vengono gestite e diffuse nel contesto di un processo penale.
