L’estate più secca del Trentino: due vacche morte, pascoli in fiamme e pastori che scavano per l’acqua

Siccità record nel Trentino, due vacche morte al pascolo e pastori che scavano per trovare acqua. L’estate più calda e secca mai registrata.

Pastori scavano nel terreno per trovare acqua, vacche morte al pascolo, pascoli secchi e caldo estremo nel Trentino
Pastori scavano nel terreno per trovare acqua, vacche morte al pascolo, pascoli secchi e caldo estremo nel Trentino

Due vacche morte al pascolo, pastori che scavano buche nella terra per trovare acqua, un’estate record di caldo e siccità: è questa la situazione che si vive nel Trentino. La stagione estiva 2026 si è rivelata la più estrema mai registrata, con pascoli bruciati dal sole, acque in via di esaurimento e allevatori costretti a prendere misure estreme per salvaguardare il bestiame. La siccità ha colpito duramente le montagne, con il ghiacciaio della Marmolada color nero pece e la pioggia che si “ferma” in pianura e sul monte Amariana. La situazione ha spinto alcuni allevatori a usare il “pic” o il badile al posto del classico bastone, per scavare nel terreno in cerca di acqua per il bestiame.

siccità e caldo record: un’estate senza precedenti

La siccità ha avuto effetti devastanti sui pascoli alpini, con il caldo che ha bruciato l’erba e reso inaccessibile la vegetazione. Vincenzo Varesco, gestore dell’azienda agricola di Carano, ha raccontato che in val di Fiemme l’estate è stata particolarmente avara di precipitazioni e le alte temperature hanno provocato danni non da poco. “Sono 33 anni che gestisco malga Cazzorga e un’estate del genere non l’avevo mai vista”, ha detto. Due vacche sono morte mentre erano al pascolo, dopo essere precipitate in punti scoscesi alla ricerca di acqua o di erba più verde. La siccità ha portato a tragedie inaspettate, con animali che non trovano né acqua né cibo.

la lotta per l’acqua e le misure estreme degli allevatori

La scarsità d’acqua ha spinto alcuni allevatori a prendere misure estreme per garantire il nutrimento al bestiame. “Credo per la prima volta in vita mia ho visto allevatori andare in giro con il ‘pic’ o con il badile al posto del classico bastone, perché avevano bisogno di scavare grosse buche nel terreno per cercare di far stagnare un po’ d’acqua per il bestiame al pascolo”, ha detto il sindaco di Castello di Molina di Fiemme, Marco Larger. L’acqua, purtroppo, non è sufficiente: “In montagna è ancora tutto secco quasi dappertutto nella nostra zona”, ha aggiunto Varesco, ricordando che in tanti anni non ricorda un’estate con così poca pioggia e con temperature così alte.

Nonostante i tentativi di rassicurazione della Giunta, la situazione non si è migliorata molto. “La pioggia si ‘ferma’ in pianura e sul monte Amariana”, ha spiegato Varesco, sottolineando che i rii sono sempre più secchi e in fondo a vallette strette e scoscese, dove magari si trova anche qualche ciuffo più verde. “E così, complice anche il terreno secco in cui non affondano gli zoccoli, rischiano di scivolare e perdere l’equilibrio, con effetti deleteri”, ha aggiunto. Il sindaco Larger ha firmato le ordinanze per dare il via libera al recupero delle vacche decedute con l’elicottero dei vigili del fuoco, un intervento delicato che richiede protocolli rigorosi, soprattutto quando le carcasse sono in prossimità dei corsi d’acqua.

La siccità ha anche portato a problemi di foraggio, con i pascoli secchi e le scorte inesistenti. “Ci sono problemi col foraggio scarso, con i pascoli secchi, problemi condivisi con le malghe intorno”, ha detto Varesco. “Ci vorrebbe ancora qualche giorno di precipitazioni, ma purtroppo anche la stagione si avvia verso la conclusione”, ha aggiunto, sottolineando che l’obiettivo è salvare il salvabile e valutare eventualmente una discesa anticipata. La crisi si estende a tutta la regione, con preoccupazioni per il futuro delle attività agricole.