L’IA nell’industria automobilistica procede lentamente, ma i primi frutti si fanno sentire
L’IA nell’industria automobilistica procede lentamente, ma i primi frutti si fanno sentire. Un report svela il ritmo di adozione e i benefici concreti.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nell’industria automobilistica procede a un ritmo lento, nonostante le promesse di efficienza e innovazione. Mentre i costruttori e i fornitori cercano di integrare l’IA nei processi produttivi e nei veicoli, i benefici concreti si fanno attendere. Secondo un rapporto di NTT DATA, il 90% delle aziende industriali ha già implementato progetti di IA, ma solo una minoranza ha visto un impatto significativo sul modello economico. La transizione verso un’industria guidata dall’IA non è ancora completa, e il tempo necessario per realizzare i vantaggi previsti rimane un ostacolo.
La governance dell’IA diventa un prerequisito
La complessità dell’implementazione dell’IA richiede una gestione attenta e strutturata. NTT DATA sottolinea che la governance dell’IA è diventata un prerequisito per il successo dei progetti. Solo il 38,4% dei “laggards” ha adottato una governance centralizzata, mentre il 67,6% dei “leaders” ha già integrato questa pratica. L’arrivo del Regolamento Europeo AI Act, con le sue normative sulla trasparenza, robustezza e tracciabilità, ha ulteriormente spinto le aziende a rivedere i loro approcci. Queste regole, pur essendo necessarie per la conformità, hanno anche rallentato alcuni progetti di implementazione su larga scala. La governance dell’IA non è più un optional, ma un elemento indispensabile per il successo. Le aziende che non si adattano a questa nuova realtà rischiano di rimanere indietro rispetto a quelle che hanno già integrato la pratica in modo strutturato.
Le aziende avanzate riformano i loro processi
Le aziende più avanti nell’adozione dell’IA stanno già ristrutturando i loro processi di lavoro, integrando l’intelligenza artificiale in modo nativo. NTT DATA segnala che il 38,6% dei leader nell’industria automobilistica ha già riconstruito le sue applicazioni con capacità di IA integrate, mentre solo il 12% dei laggards ha fatto lo stesso. Questi leader si concentrano su workflow a impatto elevato, come la produzione o la qualità, e li ristrutturano completamente prima di estendere l’implementazione a livello aziendale. Questo approccio permette di misurare concretamente il ritorno sull’investimento, e i risultati sono tangibili.
La trasformazione non si limita a un’automazione migliorata, ma a un cambio di paradigma operativo. L’IA non è più un semplice strumento, ma un elemento chiave del modello aziendale. Valeo, ad esempio, ha visto una riduzione del 34,5% nel tempo di consegna di un’usina specializzata in camere intelligenti, con un aumento della produttività del 60,2% e una riduzione del consumo energetico unitario del 27,1%. Questi numeri, sebbene rari, mostrano il potenziale dell’IA quando è ben integrata nel modello operativo.
Nonostante i progressi, l’adozione dell’IA nell’industria automobilistica rimane un processo lento. Mentre alcuni leader stanno già trasformando i loro modelli operativi, molte aziende si trovano in un’area intermedia, dove l’IA è ancora un’innovazione in fase di test. Per raggiungere i benefici previsti, è necessario allineare non solo la tecnologia, ma anche l’organizzazione e la governance. Solo allora l’IA potrebbe davvero accelerare l’industria automobilistica, come promesso.
