Lago di Como senza presidio lacustre: i Vigili del Fuoco denunciano criticità e chiedono intervento

Vigili del Fuoco del Lago di Como denunciano mancanza di presidio lacustre e criticità organizzative, chiedono intervento per garantire soccorso adeguato.

Il Lago di Como, una delle destinazioni turistiche più conosciute a livello internazionale, non dispone di un presidio lacustre dei Vigili del Fuoco, una situazione definita “impensabile nel 2026” dai sindacati. Le organizzazioni sindacali, tra cui Federdistat Vvf, Fp Cgil Vvf, Uil-Fp Vvf e Fns Cisl, hanno lanciato un forte allarme, sottolineando la necessità di un intervento immediato per garantire un sistema di soccorso adeguato a un territorio profondamente trasformato. La mancanza di un presidio lacustre, unita a criticità organizzative e alle esigenze crescenti di sicurezza, ha reso necessario un appello formale all’amministrazione.

Organico ridotto e mezzi non più adeguati

Secondo il comunicato sindacale, la Sala Operativa Provinciale è al centro di denunce per gravi criticità strutturali e organizzative. L’organico operativo, con numeri estremamente ridotti, deve garantire contemporaneamente il soccorso terrestre e quello acquatico, un compito che non può essere svolto in modo efficiente con le risorse attualmente disponibili. Inoltre, i mezzi nautici sono ritenuti non più adeguati alle esigenze del Lago di Como, un territorio che ha visto un aumento esponenziale delle presenze turistiche e della complessità degli interventi. I sindacati sottolineano che il turismo è cambiato, con un incremento del numero di persone e della frequenza degli eventi, e con esso anche la richiesta di un soccorso più efficiente e tempestivo.

Il prestigio di un Comando non si misura dal numero delle fotografie pubblicate, ma dalla capacità di rispondere quando un cittadino chiama il 112.

Le organizzazioni denunciano anche la mancanza di un presidio lacustre, un elemento ritenuto indispensabile per garantire un soccorso adeguato a un territorio che vede milioni di presenze annuali e un’intensità di navigazione pubblica e privata senza precedenti. La richiesta all’amministrazione è chiara: concentrare energie, capacità progettuale e interlocuzione istituziale dove serve davvero, per costruire un sistema di soccorso in grado di rispondere alle esigenze del presente e del futuro.

Una sproporzione tra immagine e operatività

Il comunicato evidenzia una sproporzione tra l’attenzione dedicata alla presenza pubblica, agli eventi e alla comunicazione d’immagine del Comando e quella riservata alla soluzione delle problematiche operative. La percezione diffusa tra il personale è che l’energia dedicata alla visibilità esterna non corrisponda a quella necessaria per risolvere i problemi quotidiani, che incidono direttamente sulla sicurezza e sull’efficienza del soccorso. Le organizzazioni richiamano anche questioni organizzative già oggetto di precedenti interventi, tra cui attività formative programmate nelle giornate di libero servizio, che avrebbero reso necessaria “una formale nota sindacale a tutela del riposo e della conciliazione tra vita privata e lavorativa”. Viene inoltre citata la questione della trasmissione telematica delle notizie di reato attraverso il Portale Ndr, materia sulla quale, secondo il comunicato, “si è già arrivati a due distinti stati di agitazione”.

Il Lago di Como non può più essere trattato come venti o trent’anni fa.

La contestazione, firmata da G. Labate, G. Giarratano, F. Liardo e B. Zerbini, rappresenta un appello concreto per un intervento immediato, che tenga conto delle trasformazioni del territorio e delle esigenze crescenti di sicurezza. Il Lago di Como, un’area turistica di rilevanza internazionale, non può più essere gestito come in passato, e la mancanza di un presidio lacustre rappresenta un rischio per la comunità e per chi vi soggiorna. La richiesta dei sindacati è chiara: il soccorso deve venire prima di tutto.