Il lago diventa la curva Nord: un’idea innovativa per il nuovo Stadio Sinigaglia di Como

Un progetto di design per il nuovo Stadio Sinigaglia di Como propone di integrare il lago nel design, trasformandolo in parte della struttura.

Un’idea rivoluzionaria per il nuovo Stadio Sinigaglia di Como propone di integrare il lago nel design dell’impianto, trasformandolo in parte della struttura. Il concept, sviluppato da Paolo Piuri, designer comasco, prevede di ruotare lo stadio verso il Lario, eliminare una curva e far sì che il lago diventi la curva Nord. L’obiettivo è ripensare il rapporto tra lo stadio, la città e il paesaggio, creando un’esperienza unica per gli spettatori.

Un progetto ispirato al razionalismo comasco

Il progetto si ispira al razionalismo comasco, con forme geometriche e rigorose e materiali pensati per confrontarsi con gli edifici esistenti. L’idea è di creare un dialogo con la storia architettonica della città, a partire dal Novocomum di Giuseppe Terragni. La struttura, in vetro temperato laminato, integrerà due tecnologie: uno strato fotovoltaico trasparente per produrre energia e uno strato a cristalli liquidi, tecnologia PDLC, in grado di modificare elettricamente il livello di trasparenza.

La copertura e l’involucro esterno condividerebbero lo stesso principio costruttivo: elementi tecnologici integrati nel vetro e sostenuti da una struttura di cavi collegata alle travi della copertura.

La rotazione della struttura avrebbe anche conseguenze sul rapporto con gli spazi urbani circostanti. Secondo il concept, la nuova disposizione libererebbe una porzione significativa dell’area, consentendo di realizzare una piazza pubblica tra lo stadio e il viale verso il Monumento ai Caduti. Lo spazio aperto rafforzerebbe la prospettiva verso il lago e, allo stesso tempo, permetterebbe di arretrare il nuovo fronte dello stadio rispetto al Novocomum.

Un velo digitale per comunicare con la città

La proposta prevede un velo di vetro temperato stratificato, separato dalla struttura principale dello stadio. All’interno delle lastre, alte circa 3,5 metri e collocate a una quota di circa 8 metri da terra, verrebbe integrato un LED Wall trasparente capace di correre lungo il perimetro dell’edificio. Questo elemento potrebbe essere utilizzato per eventi, manifestazioni e comunicazioni pubbliche della città.

Quando spento, il sistema manterrebbe l’aspetto di una superficie trasparente e sospesa. Quando acceso, la tecnologia see-through permetterebbe di conservare una parte della leggibilità dell’architettura retrostante.

La soluzione immaginata da Piuri permetterebbe, almeno nelle intenzioni del concept, di concentrare i posti auto sotto la quota della piazza, lasciando libero lo spazio pubblico in superficie. La nuova configurazione garantirebbe inoltre, secondo la proposta, una maggiore distanza rispetto all’area dell’Aero Club Como. Paolo Piuri chiarisce che la proposta non vuole essere presentata come un progetto architettonico definitivo. “Sono designer di prodotto, non un architetto professionista”, spiega, definendo il proprio lavoro un concept ancora acerbo e aperto alla revisione. L’idea prevede una capienza di circa 15 mila posti, con 500 posti in piedi ricavati attraverso un loggione nella parte alta degli spalti, sotto la copertura. Un’idea ispirata al teatro e pensata per rendere l’evento calcistico accessibile anche a chi dispone di minori possibilità economiche. La proposta, dunque, non pretende di essere una soluzione già pronta, ma uno spunto per riaprire il confronto sul futuro del Sinigaglia partendo da una domanda tanto semplice quanto radicale: invece di cercare di inserire un nuovo stadio davanti al lago, perché non progettare uno stadio che faccia del lago una parte stessa della sua architettura? La curva Nord, in questa visione, non sarebbe più una curva. Sarebbe il Lario.