Lise Klaveness, la battaglia solitaria contro Gianni Infantino
Lise Klaveness, presidente della federazione norvegese di calcio, chiede riforme radicali per ridurre l’influenza politica e migliorare la governance di FIFA.

—
Lise Klaveness, presidente della federazione norvegese di calcio, ha espresso preoccupazioni profonde per la leadership di Gianni Infantino e per la struttura di FIFA, sottolineando la necessità di un radicale rinnovamento. La sua battaglia, iniziata anni fa, si è intensificata dopo la rivelazione di un piano segreto per vendere parti del Mondiale, che ha messo in luce i rischi di un sistema altamente centralizzato. Klaveness ha sottolineato che non si tratta solo di un problema personale, ma di una struttura che deve essere completamente riformata per garantire una governance trasparente e responsabile.
Riforme necessarie per un calcio più democratico
Klaveness ha proposto diverse aree di riforma, tra cui l’implementazione di comitati di controllo e la riduzione del potere esecutivo del presidente. Ha sottolineato che il presidente dovrebbe essere meno coinvolto nelle decisioni operative, lasciando a un segretario generale il compito di gestire l’amministrazione. Questo modello, a suo avviso, dovrebbe essere regolamentato e testato da questi comitati per garantire un equilibrio tra potere e responsabilità. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di ridurre il numero di membri nel Consiglio di FIFA, che attualmente è composto da 37 persone, rendendo il sistema inefficiente e suscettibile al controllo di un singolo individuo.
La governance non deve dipendere solo da un singolo leader. Klaveness ha sottolineato che il calcio non è solo un prodotto commerciale, ma una forma di cultura e di comunità che richiede un approccio diverso. Ha anche menzionato il caso di Trump e Infantino, che ha messo in evidenza come l’interferenza politica possa danneggiare la reputazione e la credibilità del calcio globale. Klaveness ha affermato che è necessario creare un sistema in cui le decisioni siano basate su criteri oggettivi e non su pressioni esterne.
La resistenza al potere e la lotta contro l’influenza politica
Klaveness ha espresso preoccupazioni per l’incapacità di FIFA di mantenere una distanza sufficiente dai leader politici, un problema che si è aggravato negli ultimi anni. Ha sottolineato che l’influenza politica non dovrebbe essere vista come pragmatismo, ma come un intervento inaccettabile che compromette l’integrità del calcio. Ha anche menzionato il caso di Trump e Infantino, che ha messo in evidenza come l’interferenza politica possa danneggiare la reputazione e la credibilità del calcio globale. Klaveness ha affermato che è necessario creare un sistema in cui le decisioni siano basate su criteri oggettivi e non su pressioni esterne.
La leadership deve essere un servizio, non un potere. Klaveness ha espresso sollievo per il ruolo forte del presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, che ha preso posizione contro i piani di vendita del Mondiale. Ha riconosciuto il contributo di Kevin Lamour, ex capo operativo di FIFA, che ha contribuito a fermare l’operazione. Klaveness ha anche sottolineato che, nonostante le tensioni, la collaborazione con FIFA è stata positiva e che i dipendenti sono stati professionali e disponibili. Tuttavia, ha espresso compassione per i dipendenti di FIFA, che si trovano in una situazione difficile a causa delle pressioni politiche e delle decisioni di leadership.
Klaveness ha concluso dicendo che il calcio ha bisogno di un sistema più democratico e trasparente, in cui le decisioni non dipendano solo da un singolo leader, ma da un processo collettivo. Ha sottolineato che il calcio non è solo un prodotto commerciale, ma una forma di cultura e di comunità che richiede un approccio diverso. La sua battaglia, sebbene solitaria, rappresenta un tentativo di riformare un sistema che ha bisogno di un cambiamento radicale per sopravvivere e prosperare nel futuro.
