Marcello Indraccolo, l’avvocato che portò Pelè a Lecce e rilanciò il calcio salentino
L’avvocato Marcello Indraccolo, presidente del Lecce, portò Pelè in Salento e rilanciò il calcio locale negli anni Sessanta.

Marcello Indraccolo, avvocato e presidente del Lecce, è ricordato come una figura chiave nella storia del calcio salentino. NATO a Lecce nel 1917, Indraccolo ha lasciato un segno indelebile nella gestione della società giallorossa negli anni Sessanta, portando il club a nuovi livelli di prestigio e attenzione nazionale. Tra i suoi traguardi più significativi, la partita con la squadra brasiliana del Santos, in cui giocava il più grande calciatore di tutti i tempi, Pelè, rappresenta un momento di grande importanza per la città e per il calcio italiano. La sua gestione, caratterizzata da attenzione e serietà, ha contribuito a far crescere il Lecce come squadra di prestigio e a consolidare il suo ruolo nel panorama calcistico nazionale.
Un’esperienza di gestione e innovazione
Indraccolo è entrato in società nel 1966, assumendo l’incarico di commissario straordinario dopo la nomina del sindaco di Lecce. L’estate fu molto impegnativa, con l’obiettivo di rinnovare la squadra e riorganizzare l’assetto societario su basi moderne. Tra i primi passi, l’inaugurazione del nuovo stadio Via del Mare, che vide la partita contro il Taranto, segnò un momento di grande attesa e entusiasmo per i tifosi. La gestione di Indraccolo fu caratterizzata da una serie di cambi di allenatore e di rinnovamento della squadra, con l’obiettivo di portare il Lecce a risultati più competitivi.
Una delle tappe più iconiche della sua gestione fu l’organizzazione di una partita tra il Lecce e la squadra brasiliana del Santos, in cui giocava Pelè. La partita, giocata il 24 giugno 1967, fu un evento di grande rilevanza per la città e per il calcio italiano. Il Lecce, pur non vincendo, si impose come squadra di prestigio, con un pubblico di ventimila spettatori che seguì la partita. L’evento fu un ulteriore passo verso la crescita del club e un simbolo della sua capacità di attrarre attenzione a livello internazionale.
Indraccolo non si limitò a gestire la squadra, ma si impegnò anche nella formazione di nuovi talenti. Tra i giocatori che ebbero la possibilità di esordire sotto la sua guida, si segnala Eugenio Bersellini, che passò dal campo alla panchina e diventò un punto di riferimento per il club. La sua capacità di riconoscere e sviluppare talenti fu un aspetto chiave del suo lavoro, contribuendo a costruire una squadra solida e competitiva.
Un’eredità duratura
La gestione di Indraccolo fu un periodo di crescita per il Lecce, con risultati positivi e una maggiore visibilità a livello nazionale. La sua attenzione alla gestione societaria e alla formazione di giocatori fu un modello per l’epoca. Molti dei giallorossi che militarono sotto la sua guida sono ancora ricordati con affetto dai tifosi, come Michele Lo Russo, che diventò uno dei giocatori più importanti nella storia del club. Indraccolo lasciò il Lecce nel 1971, ma il suo impatto rimase indelebile, contribuendo a far crescere il calcio salentino e a posizionare il Lecce come squadra di prestigio nel panorama italiano.
Indraccolo fu un presidente che non solo gestì la squadra, ma la rilanciò a livello nazionale. La sua capacità di organizzare eventi internazionali, come la partita con Pelè, e di rinnovare la squadra con giocatori di alto livello fu un fattore chiave per il successo del Lecce negli anni Sessanta. La sua gestione fu caratterizzata da una serie di cambi di allenatore e di rinnovamento della squadra, con l’obiettivo di portare il club a risultati più competitivi. La sua eredità è ancora oggi visibile nella storia del calcio salentino e nel ricordo dei tifosi giallorossi.
