Melinda, record di liquidato ai soci: il 2025/26 segna un nuovo record
Melinda chiude la campagna 2025/26 con liquidato record: oltre 220 milioni ai soci e fatturato vicino a 390 milioni.
Melinda, il Consorzio delle cooperative frutticole trentine, ha chiuso la campagna 2025/26 con un record di liquidato ai soci: oltre 220 milioni di euro, accompagnati da un fatturato lordo vicino ai 390 milioni. Il risultato, ottenuto in un contesto di profonda incertezza, ha suscitato soddisfazione tra i soci e il personale, ma ha anche sottolineato i rischi legati al cambiamento climatico e alle sfide fitosanitarie. La campagna ha visto un raccolto di mele superiore al 10% rispetto all’anno precedente, con un totale di oltre 410.000 tonnellate.
Un contesto di profonda incertezza
Il presidente del Consorzio, Ernesto Seppi, ha commentato i numeri come un risultato che “premia il lavoro dei soci, delle cooperative e del personale”, ma ha sottolineato l’importanza di leggerli “dentro un contesto molto complesso, caratterizzato da una profonda incertezza”. La campagna 2025/26 si è svolta in un periodo in cui il clima ha messo a dura prova l’agricoltura, con temperature estreme e siccità che hanno reso più difficile la gestione delle colture.
La disponibilità d’acqua è diventata un tema cruciale per l’agricoltura.
Secondo Ispra, nel 2022 la disponibilità annua di acqua in Italia è scesa a circa 67 miliardi di metri cubi, il valore più basso mai registrato dal 1951. Il Trentino, in particolare, ha visto una primavera 2026 tra le più calde e siccitose degli ultimi decenni, con conseguenze dirette sulle colture. L’acqua non è solo fondamentale per l’irrigazione, ma anche per alimentare gli impianti antibrina, utilizzati per proteggere le fioriture dalle gelate primaverili.
Fitopatie e sfide climatiche
Accanto alle sfide climatiche, il Consorzio ha anche segnalato la presenza di fitopatie come la cimice asiatica e i scopazzi del melo, che continuano a incidere sulla redditività delle aziende agricole. Questi problemi, insieme al calo delle risorse idriche, hanno reso più complesso il lavoro dei produttori, ma non hanno impedito di raggiungere un risultato positivo.
Il cambiamento climatico rende più incerta la disponibilità idrica.
Il Consorzio Melinda ha messo in evidenza l’importanza della gestione dell’acqua e della difesa fitosanitaria come fattori chiave per la sostenibilità del settore. Seppi ha sottolineato che i numeri positivi “convivono con un quadro di volatilità e rischi che incidono direttamente sull’agricoltura e sulla capacità di pianificare produzioni e investimenti”. Il Consorzio, che riunisce le cooperative frutticole trentine della Val di Non e della Val di Sole, ha quindi messo in evidenza la necessità di adattarsi a un contesto in continua evoluzione, dove il clima e le malattie vegetali rappresentano due fattori chiave per la sostenibilità del settore.
