L’aumento dei prezzi spinge la povertà alimentare: 6,4 milioni di italiani in difficoltà
L’aumento dei prezzi e delle bollette spinge la povertà alimentare in Italia, con 6,4 milioni di persone in difficoltà. I dati Istat e ActionAid rivelano un aumento della deprivazione alimentare.
La povertà alimentare in Italia cresce, con 6,4 milioni di persone in condizioni di deprivazione, di cui 4,2 milioni sopra la soglia di rischio. L’aumento dei prezzi e delle bollette ha ridotto la spesa per prodotti da mettere in tavola, spingendo sempre più famiglie a rinunciare a cibi di qualità. Secondo i dati Istat e l’analisi di ActionAid, il fenomeno riguarda non solo le famiglie in condizioni di vulnerabilità, ma anche quelle sopra la soglia di povertà, che riducono la spesa per il cibo per coprire costi essenziali come affitti e bollette.
La spesa alimentare cresce, ma il carrello si svuota
Nel 2025, le famiglie italiane hanno speso in media 552 euro al mese per prodotti alimentari e bevande analcoliche, un aumento del 3,6% rispetto al 2024. Tuttavia, il 29,4% delle famiglie ha limitato la spesa per il cibo, riducendo quantità o qualità dei prodotti acquistati. L’incremento dei prezzi, in particolare per caffè, acqua, pesce e carne, ha reso più difficile l’acquisto di alimenti di qualità. La spesa per il cibo è maggiore al Sud, ma cresce soprattutto nel Centro e nel Nord-est, dove le famiglie spendono di più per alimenti e bevande.
La deprivazione alimentare riguarda quasi 7 milioni di persone. Nel 2024, la deprivazione alimentare materiale e sociale è cresciuta, con 6,4 milioni di persone in difficoltà. Tra queste, 4,2 milioni sono sopra la soglia di rischio di povertà, il doppio rispetto al 2023. L’aumento dei prezzi e il rientro delle misure straordinarie hanno reso più difficile l’accesso al cibo, anche per famiglie con reddito sufficiente. La deprivazione è più alta tra i gruppi economicamente vulnerabili, ma si estende anche a famiglie occupate, diplomate e laureate.
La spesa per l’abitazione assorbe il bilancio delle famiglie in povertà
La spesa per l’abitazione rappresenta il 54% del bilancio delle famiglie in povertà alimentare relativa, contro il 38,8% delle altre famiglie. Questo ha ridotto la quota destinata all’alimentazione, che è passata dall’11,3% al 22,8% delle altre famiglie. L’aumento dei prezzi degli affitti e delle bollette ha reso difficile la gestione del budget, costringendo molte famiglie a ridurre la spesa per il cibo. La deprivazione alimentare colpisce soprattutto i giovani. Nel 2024, circa 430mila bambini e ragazzi sotto i 16 anni risultano in condizione di deprivazione materiale o sociale. Tra i bambini dai 6 agli 11 anni, la deprivazione materiale è aumentata dal 2% al 2,8%, mentre quella sociale è salita dal 3,8% al 6,8%. Questi dati evidenziano un impatto crescente della povertà alimentare sui più giovani, che non solo rinunciano al cibo, ma anche a occasioni di relazione e crescita.
La povertà alimentare non riguarda solo le famiglie in condizioni di vulnerabilità, ma si estende anche a gruppi considerati più protetti. L’aumento dei prezzi e la pressione sui costi di vita hanno reso sempre più difficile l’acquisto di alimenti di qualità, anche per famiglie con reddito sufficiente. L’Italia, patria del made in Italy e del buon cibo, vede sempre più italiani non potersi permettere il cibo che un tempo era un simbolo di benessere.
