Microplastiche e ftalati in baby food: il problema persiste in 8 su 10 prodotti
Nuovi test di Consumer Reports rilevano microplastiche in tutte le puree e ftalati in 8 su 10 alimenti per bambini negli Stati Uniti.
Un nuovo test condotto da Consumer Reports ha rivelato la presenza di microplastiche in tutte le puree di frutta e verdura analizzate e ftalati in 8 su 10 alimenti per bambini negli Stati Uniti. I risultati, pubblicati il 19 settembre 2026, mostrano un quadro complesso: sebbene i livelli di metalli pesanti siano in calo, i contaminanti legati alle plastiche rimangono un problema significativo. L’indagine ha esaminato 48 prodotti, tra cui cereali, puree, snack e succhi, acquistati da diversi marchi.
Contaminanti in aumento: ftalati e microplastiche
Il test ha rilevato ftalati in 81% dei prodotti, con alcuni di essi contenenti livelli superiori a quelli associati a effetti negativi sulla salute. In particolare, 19 prodotti su 48, circa il 40%, contenevano DEHP in quantità che, sebbene non superino la soglia formale, potrebbero rappresentare un rischio per la salute. Le microplastiche sono state trovate in tutte le puree analizzate, con concentrazioni più elevate nei prodotti confezionati in plastica rispetto a quelli in vetro. La presenza di queste sostanze, tuttavia, non è limitata ai contenitori: alcuni studi suggeriscono che la contaminazione possa verificarsi anche durante la produzione o il trasporto.
Metalli pesanti: un problema persistente
Sebbene i livelli di metalli pesanti siano in calo rispetto a precedenti indagini, la presenza di piombo, cadmio e arsenico inorganico rimane preoccupante. Nella maggior parte dei casi, le concentrazioni sono inferiori alle soglie di attenzione stabilite da Consumer Reports, ma alcuni prodotti hanno superato i limiti interni dell’organizzazione. Due prodotti, tra cui un cereale di riso, hanno mostrato livelli di arsenico inorganico che potrebbero rappresentare un rischio per la dieta dei bambini. La presenza di questi metalli, spesso legata alla contaminazione del suolo e dell’acqua, non è limitata ai prodotti biologici, che non offrono una protezione significativa rispetto a quelli convenzionali.
Le analisi hanno anche rilevato la presenza di Pfas e bisfenoli in alcuni prodotti, ma i livelli sono rimasti sotto le soglie di attenzione. Gli esperti di Consumer Reports hanno sottolineato che, nonostante i miglioramenti, il problema delle microplastiche e dei ftalati non è ancora risolto. La presenza di queste sostanze, sebbene non sempre rappresenti un rischio immediato, richiede ulteriori ricerche per comprendere il loro impatto a lungo termine sulla salute dei bambini.
Precauzioni per ridurre l’esposizione
Per ridurre l’esposizione complessiva ai contaminanti, gli esperti raccomandano di variare la dieta dei bambini, evitando l’uso esclusivo di cereali come il riso e di alternare frutta, verdura e fonti proteiche. È anche consigliabile preferire confezioni non in plastica e ridurre l’uso di utensili e contenitori di plastica a casa. Inoltre, l’assunzione di alimenti ricchi di ferro, come legumi, carne e pesce, potrebbe aiutare a limitare l’assorbimento del piombo. La preparazione delle pappe in casa non garantisce automaticamente una minore esposizione ai metalli pesanti, poiché questi possono essere presenti anche negli ingredienti freschi.
La pressione pubblica e la trasparenza hanno portato a un calo dei metalli pesanti, ma il problema delle microplastiche e dei ftalati rimane un tema di grande interesse. Gli Stati Uniti, pur avendo iniziato a prendere misure, non hanno ancora stabilito limiti obbligatori per molti di questi contaminanti. La ricerca continua, ma per ora, i genitori devono rimanere vigili e adottare strategie per ridurre al minimo l’esposizione dei loro figli a queste sostanze potenzialmente dannose.
