National Gallery security staff face segregation and poor conditions, curator claims
National Gallery security staff face segregation and poor conditions, curator claims

La National Gallery di Londra è accusata di trattare i propri personale di sicurezza come “cittadini di seconda classe”, secondo un curatore che ha rivelato le condizioni di lavoro e l’accesso ai servizi per i guardie esternalizzati. L’accusa riguarda la segregazione tra i dipendenti interni e i personale di sicurezza, che sono costretti a utilizzare spazi inadeguati e non accessibili. L’episodio ha suscitato preoccupazioni per la gestione delle risorse e per la discriminazione, con il rischio di creare tensioni interne all’istituzione.
Segregation e condizioni di lavoro inadeguate
Secondo quanto rivelato da un curatore, i dipendenti interni della National Gallery, tra cui curatori e personale marketing, utilizzano un’area comune, detta “hub”, che si trova tra e sotto le sale espositive. Questo spazio è stato creato in aree precedentemente inutilizzate e offre condizioni di lavoro confortevoli, come luce naturale e aria condizionata. Al contrario, i personale di sicurezza esternalizzati, per lo più di origine etnica minoritaria, sono esclusi da questa zona e costretti a utilizzare un’area sotterranea, descritta come “stifling” e inadeguata. Non hanno accesso a spazi per riposo, cibo o servizi igienici.
Condizioni di lavoro e rischi per la sicurezza
Le condizioni di lavoro per i guardie sono state descritte come “potenzialmente discriminatrici” e in violazione dell’Equality Act 2010. I dipendenti del PCS, l’organizzazione sindacale che rappresenta i personale di sicurezza, hanno espresso preoccupazioni per la mancanza di ventilazione e l’accesso limitato al loro spazio di lavoro. Inoltre, i guardie sono spesso chiamati a coprire più di quattro stanze contemporaneamente, aumentando il rischio di distrazione e di incidenti. Recentemente, attivisti hanno danneggiato opere d’arte, come il “Sunflowers” di Van Gogh e la “Rokeby Venus” di Velázquez, mettendo in evidenza i rischi legati alla gestione della sicurezza.
La segregazione ha creato un clima di tensione all’interno dell’istituzione. Il curatore ha definito la situazione come un “running joke” all’interno della National Gallery, con il personale di sicurezza costretto a utilizzare spazi inadeguati mentre i dipendenti interni godono di condizioni migliori. La National Gallery ha affermato di aver consultato i dipendenti sulle preferenze per la ristorazione e ha installato un distributore automatico, ma non ha commentato sulla segregazione o sulle condizioni di lavoro. La National Gallery ha anche spiegato che i servizi per i personale di sicurezza sono gestiti da contratti specializzati e che i dati relativi alle operazioni di sicurezza sono tenuti segreti per motivi di sicurezza.
Il PCS ha inviato una lettera al direttore della National Gallery il 1 luglio, chiedendo un commento sulla discriminazione e sulle condizioni di lavoro. La risposta non è ancora arrivata. L’istituzione ha affermato di aver implementato miglioramenti in base al feedback ricevuto, ma le condizioni di lavoro per i personale di sicurezza rimangono un tema di preoccupazione per i sindacati e per i dipendenti.
La National Gallery ha rifiutato di commentare sulla segregazione e sulle condizioni di lavoro. L’istituzione ha spiegato che i servizi per i personale di sicurezza sono gestiti da contratti specializzati e che i dati relativi alle operazioni di sicurezza sono tenuti segreti per motivi di sicurezza. Tuttavia, le condizioni di lavoro per i personale di sicurezza rimangono un tema di preoccupazione per i sindacati e per i dipendenti. La National Gallery ha affermato di aver implementato miglioramenti in base al feedback ricevuto, ma le condizioni di lavoro per i personale di sicurezza rimangono un tema di preoccupazione per i sindacati e per i dipendenti.
