Nomade 54enne truffa automobilisti con finto incidente, smascherato da conducente di furgone

Nomade 54enne smascherato dopo truffa a automobilisti, denunciato per frode

Nomade in bicicletta finge di essere urtato, smascherato da conducente di furgone
Nomade in bicicletta finge di essere urtato, smascherato da conducente di furgone

Un nomade di 54 anni è stato smascherato dopo aver tentato di truffare automobilisti fingendo di essere urtato in bicicletta. L’episodio, verificatosi a Castelfranco Veneto il 30 luglio 2026, ha visto l’uomo chiedere un risarcimento per danni presunti, senza segnalare l’incidente alle forze dell’ordine. Il conducente di un furgone, Alessandro B., ha rivelato come abbia riconosciuto la strategia del truffatore e abbia dato il tempo ai carabinieri di intervenire, portandolo in custodia. L’uomo è stato trovato in possesso di 110 euro in contanti e di una sequenza video che documenta la sua attività. Non è la prima volta che il nomade finisce nei guai per lo stesso motivo.

Un sistema ripetuto: finto incidente e richiesta di risarcimento

L’uomo, noto alle forze dell’ordine, utilizza una strategia ben definita: si presenta in bicicletta e finge di essere urtato da auto, furgoni o camion. Dopo aver simulato un danno, chiede un risarcimento in denaro, evitando di segnalare l’incidente alle autorità. In passato, il trucco ha funzionato con un camionista, che ha pagato 110 euro esatti. Questa volta, il conduente di un furgone ha deciso di metterlo alla prova, fingendo di assecondarlo e dando tempo ai carabinieri di intervenire.

Il conduente ha riconosciuto la truffa e ha dato tempo ai carabinieri per intervenire. Dopo l’incidente simulato, l’uomo ha insistito su un danno alla bicicletta e ha cercato di convincere il conduente a pagare un risarcimento. Quando ha visto che l’altro non era convinto, ha tentato di spostare l’attenzione su un cellulare a terra con lo schermo rotto. Il conduente, però, ha iniziato a fare domande precise, come se accettasse un bonifico. L’uomo ha risposto che era titolare di una ditta e che non poteva ricevere fondi per motivi di controllo. A quel punto, il conduente ha capito che si trattava di una truffa e ha deciso di coinvolgere i carabinieri.

Un piano ben studiato: due telefoni e un luogo di lavoro

La situazione si è complicata quando l’uomo ha proposto di andare a uno sportello di Intesa Sanpaolo. Hanno legato la bicicletta a un albero e l’uomo è salito sul furgone con lui. Prima di partire, la bicicletta è caduta, ma lui ha detto che non gli interessava più. Mentre il conduente ha cercato di prendere tempo, ha chiamato i carabinieri e ha segnalato la situazione. Dopo pochi minuti, è arrivata la pattuglia, che ha preso in custodia l’uomo. Lui, con tono aggressivo, ha detto: “Devi farmi la constatazione”.

Il parcheggio era il luogo di lavoro del nomade, dove teneva due telefoni. I carabinieri hanno recuperato la bicicletta e hanno trovato nel cestino documenti e altro materiale. In caserma si è scoperto che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine e che aveva con sé un secondo telefono funzionante. Il parcheggio dove si è verificato l’episodio era il suo “luogo di lavoro”: utilizzava il telefono rotto per inscenare la truffa e teneva quello buono nascosto. L’uomo è stato denunciato e verrà tenuto d’occhio, poiché non è la prima volta che finisce nei guai per lo stesso motivo.