Nuova Piazza Martiri, Novara Green chiede più verde e meno pietra per un centro vivibile

Novara Green chiede più verde e meno pietra per la pedonalizzazione di Piazza Martiri, evitando spazi spogli e poco vivibili.

Nova Piazza Martiri, la trasformazione dell’ex parcheggio in un’area semi-pedonale, rappresenta un passo significativo per il centro di Novara. L’associazione ecologista Novara Green, guidata dal presidente Fabrizio Cerri, ha espresso preoccupazioni sul progetto attuale, sottolineando che non è sufficientemente completo e potrebbe portare a uno spazio spoglio e poco vivibile. L’obiettivo è creare un’area che non solo sia bella, ma anche utile e sicura per i cittadini.

Un verde strutturato per un’area strategica

L’associazione ha sottolineato che non basta aggiungere alcune piante o vasche d’acqua ai margini dell’area per garantire un successo architettonico e sociale. La richiesta è di realizzare un verde strutturato a zone, in modo da garantire un’ampia ombreggiatura e ridurre l’impatto del calore estivo. Inoltre, si chiede di de-pavimentare ampie porzioni di suolo e di utilizzare superfici drenanti per gestire le acque piovane. Queste modifiche, spiega Cerri, potrebbero migliorare la vivibilità e la sostenibilità dell’area.

La trasformazione dell’ex parcheggio deve diventare un’opportunità per generare nuovi flussi pedonali e favorire le attività economiche.

Per illustrare i rischi di una piazza pavimentata e con poco verde, Novara Green ha citato il caso di piazza Roma a Modena, pedonalizzata dieci anni fa con uno schema analogo. La scarsità di ombra e i problemi di manutenzione dell’arredo urbano hanno reso quell’area poco frequentata, costringendo il comune emiliano a ripensare l’intervento. L’associazione propone di evitare un esito simile a Novara, puntando su un’impostazione che non si limiti alla decorazione, ma a un progetto pensato per la comunità.

Un confronto con Modena e la tutela del monumento

Un altro aspetto del dibattito riguarda le prescrizioni della soprintendenza per i beni culturali attorno al monumento equestre. L’associazione ha evidenziato la contraddizione tra la tolleranza mostrata in passato per la sosta e gli eventi ad alto impatto e gli ostacoli posti oggi all’inserimento di arredi o piante. “Pur non mettendo in discussione le competenze, risulta quantomeno curioso notare come per anni sia stato tollerato che centinaia di auto sgasassero quotidianamente sotto la statua equestre – osserva Cerri – Oggi, improvvisamente, posizionare qualche albero in più o creare sedute al centro della piazza diventa un problema di tutela del monumento.”

La vera prevenzione del degrado si fa con la bellezza, e con l’utilità degli spazi.

Proprio in una fase delicata per i negozi del centro, la trasformazione dell’ex parcheggio deve diventare un’opportunità per generare nuovi flussi pedonali e favorire le attività economiche. L’associazione chiede che le infrastrutture siano fluide e in grado di dialogare con i dehors dei locali. “Ci teniamo tuttavia a sottolineare che siamo ancora in tempo – conclude Cerri – con piccole ma sostanziali modifiche migliorative, ascoltando le proposte del territorio, è ancora possibile se si vuole, arricchire il progetto e regalare a Novara una piazza non solo bella da vedere, ma viva, sicura e che serva davvero alla città.”