Nuovi dettagli sull’omicidio di Chiara Poggi: la vittima potrebbe aver lottato per ore
Nuovi elementi sull’omicidio di Chiara Poggi: la vittima potrebbe aver lottato per ore dopo l’aggressione.
La dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, ha visto nuovi sviluppi che mettono in luce una situazione più complessa di quanto precedentemente ritenuto. Secondo le ultime analisi effettuate da esperti come la dottoressa Cristina Cattaneo e l’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone, la vittima potrebbe aver perso la vita tra 15 e 60 minuti dopo l’aggressione, con una sopravvivenza non esclusa. Questi dati emergono da un’indagine condotta in seguito alla chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, unico indagato inizialmente accusato dell’omicidio.
Una dinamica non immediatamente coincidente con il decesso
Secondo le conclusioni riportate da Adnkronos, la dinamica lesiva non è coincisa con il decesso. Ciò significa che Chiara Poggi avrebbe opposto una certa difesa contro l’assassino, con una colluttazione durante la quale ha tentato di proteggersi. La vittima, quindi, non sarebbe morta contestualmente ai colpi inferti, ma potrebbe aver perso la vita dopo un periodo di tempo variabile, tra 15 e 60 minuti. Questo elemento ha reso più complessa la ricostruzione dell’episodio.
Indagini riaperte e nuove analisi tecnologiche
Le indagini a carico di Andrea Sempio, amico di vecchia data del fratello di Chiara, Marco Poggi, sono state riaperte nel 2025. Secondo la Procura di Pavia, con il pm Fabio Napoleone, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo il rifiuto di un approccio sessuale, che l’indagato avrebbe tentato dopo aver visionato un video intimo della vittima. I nuovi strumenti investigativi, resi possibili dai progressi tecnologici, hanno permesso di spostarsi a ritroso fino al 13 agosto 2007, data in cui si verificò l’omicidio. Un altro aspetto emerso riguarda la presenza di tracce di sangue sulla parete destra del disimpegno in cui giaceva il cadavere di Chiara Poggi. Questo elemento ha portato a concludere che l’assassino non avrebbe poggiato la mano impregnata di sudore, ma macchiata di sangue. Questo dettaglio ha aperto nuove linee di indagine.
Contro-analisi e dinamiche di difesa
Un altro aspetto interessante riguarda la difesa di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Secondo una consulenza della difesa, rappresentata da Giada Bocellari e Antonio De Rensis, due contro-analisi effettuate il 20 settembre 2007 dimostravano che sui pedali della bicicletta Umberto Dei del loro assistito erano assenti tracce del Dna di Chiara Poggi. Questo elemento ha messo in discussione la validità delle prove iniziali. La chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco, avvenuta il 28 settembre, ha portato a nuove riflessioni sulla dinamica dell’omicidio. La vittima, 26 anni, si trovava sola in casa quando fu uccisa con almeno 15 colpi inferti tra viso e capo con un corpo contundente mai ritrovato. Questi dettagli hanno reso più intricata la ricostruzione del caso.
- Chiara Poggi potrebbe aver lottato per ore dopo l’aggressione.
- Le indagini a carico di Andrea Sempio sono state riaperte nel 2025.
- Le nuove analisi hanno reso più complessa la dinamica dell’omicidio.
