Morte di Alfiero Moretti a Cesenatico: due giorni di violenza e un malore fatale. Cresce la richiesta di giustizia
Morte di Alfiero Moretti a Cesenatico: due giorni di violenza e un malore fatale. Cresce la richiesta di giustizia

Cesenatico, 29 luglio 2026 – La morte di Alfiero Moretti, 64enne deceduto all’ospedale Bufalini di Cesena, ha acceso un giallo che ha suscitato preoccupazione e richiesta di giustizia. L’uomo, che aveva una casa, una pensione dignitosa e tanti amici, è stato picchiato in pieno centro due giorni prima di morire. La sua morte, avvenuta dopo un malore fatale, ha lasciato un’interrogativa: il trauma subito potrebbe aver innescato o aggravato la sua condizione di salute. La sorella, Benedetta Moretti, ha espresso dolore e rabbia, chiedendo chiarezza e giustizia.
Un pestaggio brutale e un malore fatale
La notte del 17 luglio, secondo le prime ricostruzioni, Alfiero Moretti è stato affrontato da due persone davanti all’ex chiesa dei frati Cappuccini, nel centro di Cesenatico, un’area da tempo al centro delle proteste per il degrado legato alla presenza della Caritas. L’aggressione, descritta come brutale, ha lasciato segni evidenti sul corpo: fratture facciali e un esteso ematoma all’occhio destro. Portato al pronto soccorso, è stato dimesso il mattino seguente, ma due giorni dopo è tornato a sentirsi male e si è accasciato. L’arresto cardiocircolatorio ha causato la sua morte.
La sorella ha rivelato che Alfiero non aveva alcun litigio con gli aggressori, che nemmeno conosceva.
“Alfiero è stato pestato a sangue e non c’era stato alcun litigio precedente con gli aggressori, che nemmeno conosceva”, ha detto Benedetta Moretti, che ha anche sottolineato che il fratello non era un clochard. “Aveva una casa, una pensione dignitosa, i suoi risparmi e tanti amici. Andava al mare ogni giorno, girava per il porto e il mercato del pesce. Chi lo conosceva gli voleva bene.”
Un’inchiesta in corso e un filo nero da investigare
I carabinieri e la Procura stanno raccogliendo ogni elemento utile per chiarire i fatti. Gli inquirenti attendono gli esiti dell’autopsia per mettere in correlazione i due eventi: il pestaggio e il malore fatale. Intanto, i responsabili per lesioni aggravate sono già iscritti nel registro degli indagati. “Pretendiamo che emerga la verità”, ha aggiunto la sorella. La vicenda ha riacceso le polemiche sulla sicurezza e sul degrado nel centro storico di Cesenatico, da tempo bersaglio di lamentele per i bivacchi di etilisti e sbandati. Il Comitato per la sicurezza e il decoro urbano ha chiesto interventi drastici, come l’installazione di inferriate per chiudere l’accesso ai portici dell’ex chiesa e la presenza fissa di una pattuglia della Polizia locale negli orari di distribuzione dei pasti della Caritas.
Un’aggressione che ricorda un omicidio
La modalità dell’aggressione potrebbe avere drammatici punti in comune con l’omicidio di Nicola Musiani, il 54enne ucciso di botte nel parcheggio di viale Tritone a Pinarella di Cervia. L’episodio ha suscitato grande indignazione e ha messo in luce le problematiche di sicurezza in alcune aree del territorio. La morte di Alfiero Moretti, però, ha dato nuovo impulso alle richieste di giustizia e di interventi per migliorare la sicurezza pubblica. “Giustizia x Alfiero”, è il messaggio che gli amici hanno affisso sotto i portici dei Cappuccini, un simbolo di dolore e di richiesta di verità. La comunità di Cesenatico attende con preoccupazione che le indagini chiariscano il quadro complessivo di un episodio che ha scosso l’intero paese.
