Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie: «Ti sfregio con l’acido»
Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie: accuse di violenza e frasi minacciose
Omar Favaro torna in aula per nuove accuse di maltrattamenti all’ex moglie, dopo ventidue anni dal massacro di Novi Ligure. L’uomo, noto per il suo passato criminale, è stato sentito in tribunale per le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti. La donna ha raccontato ai magistrati di aver sentito frasi come «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle», dichiarazioni che Omar ha sempre respinto. La vicenda, però, pesa non solo per le nuove accuse, ma anche per il suo atroce passato.
Un passato cruento che non si cancella
Omar Favaro, noto per aver partecipato al massacro di Novi Ligure nel 2001, è tornato in tribunale per nuove accuse. All’epoca, insieme a Erika De Nardo, avevano ucciso con 97 coltellate la madre e il fratellino di Erika, Susi Cassini e Gianluca De Nardo. L’aggressione fu inscenata come un attacco di una banda albanese, ma la verità emerse presto. Entrambi furono condannati: 16 anni a Erika e 14 a Omar. Il padre di Erika, l’ingegner Francesco De Nardo, non abbandonò mai la figlia, sostenendola e rimanendo in silenzio per anni.
La donna ha raccontato ai magistrati di aver sentito frasi minacciose da parte dell’uomo, come «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle». Queste parole, se confermate, potrebbero indicare un clima di terrore e controllo nella relazione. Omar ha sempre negato le accuse, ma la sua storia passata non sembra più un fattore marginale.
Un processo che si ripete, ma con nuove accuse
Omar, liberato nel 2010, è ora indagato per violenza sessuale e maltrattamenti all’ex moglie. La donna si è costituita parte civile e ha raccontato ai magistrati di aver sentito frasi minacciose da parte dell’uomo. Le accuse, se confermate, potrebbero portare a una condanna per nuovi reati. La Procura aveva chiesto il divieto di avvicinamento di Omar alla ex e alla figlia, ma i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta, sottolineando una «pena naturale» che persiste nel tempo.
«Rispetto alla moglie che considera Favaro irrimediabilmente perduto», hanno scritto i magistrati, «manifestando un forte interesse nell’escludere l’uomo dalla vita della figlia evitando così problematici confronti con il mondo esterno». Le trattative tra le parti potrebbero portare a riti alternativi, ma il processo è in sospeso fino al 18 marzo.
La vicenda di Omar Favaro non si limita alle accuse attuali, ma si intreccia con il suo passato cruento. Il massacro di Novi Ligure, che lo ha segnato per sempre, continua a influenzare la sua vita e le sue relazioni. La donna, che ha vissuto l’esperienza di un uomo che ha commesso un crimine atroce, ora si trova a fronteggiare un’altra forma di violenza, questa volta più sottile ma non meno grave.
