La protesta studentesca francese rischia di diventare un movimento contro il governo
Il premier francese Lecornu teme che la protesta studentesca si estenda al governo, in un contesto di tensioni economiche e sociali.
Il premier francese Sébastien Lecornu ha espresso preoccupazione per il rischio che la protesta degli studenti si trasformi in un movimento più ampio contro il governo, in un contesto di tensioni sociali e economiche. Dopo giorni di scontri e blocchi davanti agli istituti, Lecornu ha aperto al dialogo con i liceali, ma non ha ancora annunciato nuove risorse per le scuole. La protesta, che riguarda principalmente le condizioni di lavoro e gli spazi scolastici, si colloca in un quadro più ampio di crisi, tra caro vita, crisi agricola e tensioni legate alla legge di bilancio.
Un dialogo iniziale, ma senza risposte concrete
Mercoledì sera, Lecornu ha riconosciuto che «la rabbia dei giovani non viene dal nulla» e ha sottolineato l’importanza di ascoltare le «angosce che esprimono». Questa svolta rappresenta un cambiamento rispetto alle prime reazioni dell’esecutivo, che avevano mostrato una posizione più rigida. Il governo ha annunciato un «momento dedicato ai liceali» in ogni istituto, per permettere agli studenti di esprimere difficoltà e proposte. La piattaforma di dialogo ha raccolto finora oltre 40mila contributi, ma le richieste più concrete, come la ristrutturazione degli edifici scolastici e la sostituzione degli insegnanti assenti, non hanno visto risposte immediate.
Il governo si basa su un aumento nominale, non reale. Il governo si basa sull’aumento di 1,2 miliardi di euro previsto per l’istruzione nella legge di bilancio, ma il ministero ha ammesso che si tratta di un aumento in valore nominale e di una sostanziale stabilità in termini reali. Questo dato ha suscitato polemiche, con accuse di mancanza di concretezza da parte dei movimenti studenteschi. Lecornu ha spiegato che «in passato ci sono state troppe promesse che non sono state mantenute, semplicemente perché non erano sostenibili. Quello che voglio sono risposte concrete, rapide e quindi finanziate».
Un quadro sociale complesso e risposte limitate
La protesta si inserisce in un quadro sociale complesso, con la crisi agricola, il calo del potere d’acquisto legato all’aumento dei prezzi dell’energia e la necessità di contenere il deficit pubblico. Il governo ha annunciato dieci milioni di barili di gasolio provenienti dalle riserve strategiche da vendere ai distributori «al prezzo di costo», con l’obiettivo di ridurre il prezzo alla pompa di 12-18 centesimi al litro. Ha inoltre chiesto a EDF di sfruttare al massimo la capacità produttiva per evitare aumenti delle bollette elettriche durante l’inverno.
La sicurezza e le accuse di insufficienza. Dopo gli scontri dei giorni scorsi, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione dell’uso delle granate assordanti durante le proteste, una delle quali aveva già provocato gravi conseguenze a un liceale. Lecornu ha assicurato che le forze dell’ordine «non hanno ricevuto istruzioni di affrontare i liceali». Mercoledì, inoltre, è stata aperta un’indagine dopo il ferimento alla testa di un diciassettenne davanti a un liceo di Marsiglia: immagini diffuse sui social mostrano un agente colpirlo con il manganello e l’inchiesta è stata affidata all’Inspection générale de la police nationale.
A sinistra, però, l’apertura di Lecornu è stata giudicata insufficiente. Il coordinatore di La France insoumise Manuel Bompard ha accusato il premier di non aver annunciato «una sola misura concreta», mentre l’ecologista Marine Tondelier ha parlato dei rischi di una «convergenza delle lotte», mettendo sullo stesso piano le rivendicazioni degli studenti, quelle degli agricoltori e il malcontento per i prezzi del carburante.
